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Giovedì, 29 Febbraio 2024
La nomina

Le priorità del nuovo boss del Green Deal: idrogeno, carburante verde e lotta allo stress idrico

Il socialista Maros Sefcovic promette più dialogo con industria e agricoltori affinché contribuiscano alla transizione. Il pacchetto sull'eolico sarà proposto in autunno

Ridurre del 90% le emissioni dei gas serra entro il 2040 e incrementare il dialogo con industria e agricoltori per convincerli non solo della necessità della transizione ecologica, ma anche della convenienza sul piano economico. Queste in sintesi le priorità di Maroš Šefčovič nominato responsabile del Patto per l'ambiente (Green Deal) dalla Commissione europea dopo le dimissioni da parte dell'olandese Frans Timmermans, che ha deciso di candidarsi alle elezioni nazionali. Šefčovič, politico slovacco del gruppo dei Socialisti e democraitici, è stato insignito da Ursula von der Leyen del ruolo di vicepresidente dell'esecutivo europeo e il 3 ottobre si è presentato in audizione davanti alla commissione per l'Ambiente (Envi) del Parlamento europeo a Strasburgo per ottenere conferma rispetto alle sue responsabilità sul dossier sull'ambiente. Per il pomeriggio è attesa la conferma della nomina da parte degli eurodeputati riuniti in plenaria, ma il passaggio cruciale era proprio quello con i membri di Envi.

Obiettivo 2040

Ad una specifica domanda sul tema, Šefčovič ha sostenuto la necessità di dover fissare l'obiettivo di riduzione delle emissioni al 90% entro il 2040. Sarebbe questa la tappa intermedia per ottenere la neutralità carbonio fissata entro il 2050. L'obiettivo climatico fino al 2040 è il principale dossier che la Commissione europea dovrà proporre nel primo trimestre del prossimo anno, subito prima della scadenza elettorale del giugno 2024. Il vicepresidente ha chiarito però che il target del 90% è "un'ambizione personale", mentre la proposta dell'esecutivo Ue dovrà essere collegiale. "Supervisionerò i lavori sull'obiettivo climatico 2040, un segnale importante anche per la comunità internazionale dell'impegno dell'Ue nei confronti dell'Accordo di Parigi", ha dichiarato. La proposta dovrebbe arrivare non prima del primo trimestre del 2024.

Più dialogo con le imprese

Šefčovič ha sottolineato anche l'importanza di rafforzare le relazioni con la cittadinanza, in particolare con le forze economiche del continente, che negli ultimi mesi hanno vissuto gli impegni della transizione ecologica come troppo stringenti e costose. "Bisogna rafforzare il supporto al Green Deal, voglio istituire dei dialoghi sociali verdi per rafforzare la partecipazione dei cittadini all transizione", ha affermato il vicepresidente slovacco. "Oltre ai cittadini serve un dialogo con l'industria, per spiegare che il Green Deal è un vantaggio, aiuterà l'industria a crescere e darà una direzione da seguire. Organizzeremo dunque un serie di dialoghi anche sul mondo dell'industria il cui primo sarà dedicato all'idrogeno", ha aggiunto Šefčovič. Memore anche dell'insistente opera di lobby da parte delle aziende agricole, che hanno tentato in ogni modo di affossare la legge sul ripristino della natura, il politico socialista ha evidenziato che "serve dialogare con gli agricoltori, partner fondamentali per la transizione verde, che non è possibile senza la loro partecipazione".

Pacchetto eolico

Nel corso dell'audizione il politico ha fatto riferimento ad una "iniziativa volta ad alleviare lo stress idrico, che colpisce sempre più diversi settori dell'economia e delle nostre società", senza però specificare ulteriori dettagli. Šefčovič ha fatto il punto su quali sono le iniziative che restano da proporre nell'ambito del mandato di questa Commissione. In autunno l'esecutivo europeo si concentrerà "sull'energia eolica", con un pacchetto la cui presentazione dovrebbe avvenire il 24 ottobre. A proposito degli e-fuels, i carburanti sintetici che dovrebbero sostituire la benzina, il vicepresidente ha sottolineato che "è necessario fornire grande sostegno alla ricerca e all'innovazione per vedere come possiamo aumentare la produzione in modo da avere un'alta qualità ma anche un prezzo migliore e più accessibile". I carburanti sintetici sono al centro del dibattito europeo dato che Bruxelles ha proposto di vietare l'immatricolazione delle auto con motori a combustione interna, come diesel e benzina, a partire dal 2035. "Si tratta di una sfida impegnativa", ha ammesso Šefčovič, ricordando come la questione non riguardi solo l'industria automobilistica ma anche a quella aeronautica ed altri settori dell'economia.

Nomina critica

Mentre c'è un consenso abbastanza diffuso intorno alla figura del vicepresidente della Commissione europea, lo stesso non può dirsi per l'altra nomina che il parlamento europeo dovrebbe confermare in plenaria: quella dell'olandese Wopke Hoekstra come prossimo responsabile della politica dell'UE in materia di cambiamenti climatici. Dopo un'audizione di tre ore svoltasi lunedì 2 ottobre, Envi ha deciso di rinviare la decisione sull'accettazione o meno dell'ex ministro degli Esteri dei Paesi Bassi a questo ruolo a causa delle "posizioni commerciali" ricoperte vent’anni fa presso la compagnia petrolifera Shell. Una petizione, firmata da oltre 100mila persone, metteva in guardia sui pericoli della sua nomina.

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