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Lunedì, 8 Agosto 2022
Energia

Nucleare e gas, perché le proteste della Germania non fermeranno la proposta Ue

Berlino, insieme ad Austria e Lussemburgo, vuole chiudere il rubinetto dei finanziamenti alle centrali che producono scorie radioattive. La Spagna rifiuta anche il gas fossile. L’Italia non si esprime

Aumenta la tensione tra i governi nazionali e la Commissione europea dopo le anticipazioni riguardo un testo normativo che includerà il nucleare e il gas come fonti energetiche verdi. Il documento, i cui dettagli sono trapelati la notte di San Silvestro, è destinato a indirizzare miliardi di investimenti pubblici e privati verso attività bollate dall’Ue come sostenibili dal punto di vista climatico e dunque alleate nel raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni nette di CO2 entro il 2050. Finora gli esponenti di almeno quattro governi si sono espressi in aperto contrasto con la bozza. Ma per respingerla ci vuole il ‘no’ in Consiglio di 20 esecutivi che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione Ue. 

Anche il Parlamento europeo può bloccare la proposta, ha spiegato ieri un funzionario Ue, chiarendo che in questo tipo di votazione ci vuole la maggioranza assoluta dell’Aula per dire ‘no’ al provvedimento. Due strategie di opposizione difficili da mettere in atto, tanto che gli stessi critici del testo stanno già pensando ad altre mosse, come il ricorso di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Nel testo provvisorio scritto in Commissione europea gli impianti nucleari nuovi ed esistenti che soddisfano determinate condizioni sarebbero considerati come “investimenti sostenibili” fino al 2045. Gli impianti a gas naturale a ciclo combinato farebbero parte della stessa classificazione, o tassonomia, fino al 2030. Entrambi i tipi di energia sono inclusi nella seconda categoria della tassonomia Ue, quella riservata alle fonti di energia a basse emissioni di carbonio.

“Faremo causa”, ha annunciato Leonore Gewessler, ministra austriaca per il Clima, secondo la quale l'energia nucleare “è pericolosa e non rappresenta una soluzione nella lotta contro la crisi climatica”. “Abbiamo già commissionato un parere legale sull'inclusione del nucleare nella tassonomia”, è stato l’avvertimento della ministra esponente dei Verdi. 

Parole di fuoco sono arrivate anche da Berlino che “respinge esplicitamente” il documento non ancora ufficializzato dalla Commissione europea, dunque pur sempre suscettibile di modifiche. Steffen Hebestreit, portavoce del cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha apertamente sostenuto le preoccupazioni dei Verdi - che, assieme a socialdemocratici e liberali, fa parte del nuovo esecutivo tedesco - nel considerare l'energia nucleare “pericolosa”. “Il governo concorda anche sul fatto che, per il momento, abbiamo bisogno del gas naturale come tecnologia ponte”, ha aggiunto il portavoce, dal momento che “la Germania avrà bisogno di molta più elettricità nel prossimo futuro”. 

Alle critiche dei due Paesi germanofoni si sono aggiunte quelle del Lussemburgo, il cui ministro dell’Energia, Claude Turmes, ha definito “una provocazione dal punto di vista procedurale” il testo trapelato da Bruxelles. La bozza, inoltre, “nasconde il rischio di un greenwashing” della politica energetica Ue.

Tra i Paesi contrari alla bozza c’è anche la Spagna. “Il gas naturale e l'energia nucleare non possono essere considerati tecnologie verdi o sostenibili nei regolamenti sulla tassonomia, indipendentemente dalla possibilità di continuare a investire in entrambi”, ha affermato, secondo El Pais, una fonte del ministero per la Transizione ecologica. Parole poi confermate da un comunicato ufficiale del ministero guidato da Teresa Ribera. Il testo della Commissione “non ha senso e manda segnali sbagliati per la transizione energetica di tutta l’Ue”, si legge nella nota.

Dall’Italia, almeno per il momento, non si registrano invece reazioni da parte di esponenti di governo. Le prese di posizione dei partiti ribadiscono quanto hanno sostenuto le rispettive formazioni politiche negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda l’energia nucleare. 

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