Navi da crociera sotto accusa: “Scarso impegno sull’impatto ambientale”

La classifica annuale dell’inquinamento dovuto alle imbarcazioni per turisti mostra sforzi ancora modesti per ridurre le emissioni di gas serra

Le tecnologie per ridurre l’inquinamento ci sono, ma quasi nessun armatore si preoccupa di utilizzarle nelle proprie navi da crociera. È questo, in estrema sintesi, il rammarico degli ecologisti dell’associazione tedesca Nabu, attiva dal 1899 per preservare gli habitat naturali e la biodiversità. Come ogni anno, l’organizzazione tedesca ha diffuso la “Cruiseship Ranking”, una classifica che indica le emissioni di gas serra e i potenziali effetti sul clima delle navi da crociera. Per oltre mezza classifica il giudizio è impietoso: zero stelle su quattro sull’inquinamento atmosferico così come sugli sforzi per ridurre l’impatto sul riscaldamento climatico. Caso lampante è quello dell’italiana Costa Crociere, che con la nave “Costa Smeralda” si colloca in prima posizione assieme alla tedesca “Aida nova”, con ben quattro stelle verdi per le basse emissioni, per poi sprofondare in 32ma e ultima posizione con tutte le sue altre navi. 

Gas naturale: poche emissioni, tanto impatto

Ma neppure le prime della classe possono considerarsi navi verdi e sostenibili. Come nota l’associazione Cittadini per l’aria, “la Costa Smeralda (gruppo Carnival) e Aida Nova (gruppo Aida) hanno ridotto sensibilmente il loro impatto ambientale utilizzando il GNL”, ovvero il gas naturale liquefatto. E, osservano gli attivisti di Nabu, questo carburante “è un combustibile fossile a tutti gli effetti e il suo processo di estrazione danneggia fortemente l'ambiente oltre a rilasciare metano in atmosfera, un gas che ha un potente effetto serra”.

I giganti sotto accusa

A prescindere dalle “eccellenze” a basse emissioni, ma dal forte impatto ambientale, i Cittadini per l’aria se la prendono con “i giganti del settore come MSC e Royal Caribbean”. I  loro armatori, che dispongono di “navi che trasportano anche oltre 5.000 passeggeri”, sottolineano gli ambientalisti "restano purtroppo in fondo alla classifica, dimostrando come ci sia ancora molto da fare per ‘ripulire’ il settore delle navi da crociera”. 

Lo schiaffo ai giovani

“Gli armatori”, sottolinea la presidente di Cittadini per l’aria, Anna Gerometta, “non possono ignorare la crisi ambientale che viviamo”. “Serve usare fin da subito carburanti più puliti, adottare tecnologie per l’abbattimento delle emissioni inquinanti e per la riduzione dell’impatto climatico”. “Il fatto che l’industria delle crociere non sposi la protezione del clima è uno schiaffo ai nostri giovani”, attacca Leif Miller di Nabu. 

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