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Martedì, 7 Febbraio 2023
La stretta

Bruxelles vuole multare gli spot ingannevoli sul clima

Dalla Commissione stretta sul greenwashing: sanzioni "dissuasive" alle aziende che si fanno pubblicità affermazioni ambientali non comprovate sui loro prodotti

L'Ue vuole dire basta al greenwashing, la pratica per cui un'azienda o un'organizzazione tenta di migliorare la propria immagine e attrarre i consumatori dichiarandosi "verde" o "ecologica" senza effettivamente adottare pratiche sostenibili. La Commissione sta per presentare una nuova proposta di legge che obbligherà gli Stati membri a imporre sanzioni "dissuasive" contro le aziende che faranno affermazioni ambientali non comprovate sui loro prodotti.

La proposta ha lo scopo di aiutare i consumatori a fare scelte più informate su ciò che acquistano. Secondo l'esecutivo comunitario, quasi la metà delle indicazioni ambientali fornite sui prodotti sono "non comprovate". Nella bozza della proposta, Bruxelles sostiene che a oggi "i consumatori non dispongono di informazioni affidabili sulla sostenibilità dei prodotti e si trovano di fronte a pratiche commerciali ingannevoli come il greenwashing o la mancanza di trasparenza e credibilità delle etichette ambientali". Pertanto, riporta Euractiv, le aziende che fanno "dichiarazioni verdi" dovrebbero comprovarle con una metodologia standard per valutare il loro impatto sull'ambiente.

Per garantire che le affermazioni siano dimostrate, gli Stati del blocco dovranno istituire un sistema di verifica, che dovrà essere effettuato da "enti indipendenti". Inoltre, i Paesi dell'Ue saranno incaricati di garantire che "queste regole siano applicate" e di introdurre "sanzioni" per i trasgressori che "dovrebbero essere efficaci, proporzionate e dissuasive". Le sanzioni dovrebbero essere stabilite sulla base di criteri comuni che includano "la natura e la gravità dell'infrazione", nonché "i benefici economici che ne derivano" e il potenziale danno ambientale causato. Gli attivisti hanno applaudito la mossa, affermando che è "fondamentale che gli Stati membri stabiliscano sanzioni sufficientemente elevate" per scoraggiare le aziende dal violare la legge.

La Commissione europea ha dichiarato che, al fine di lasciare maggiore flessibilità alle imprese, continuerà a lavorare per sviluppare metodologie Pef (Product environmental footprint, regole relative all'impronta ambientale dei prodotti) per gruppi di beni specifici, tra cui abbigliamento, prodotti ittici, erba sintetica, fiori e piante. Una volta sviluppate e approvate dai gruppi di esperti, queste metodologie saranno rese giuridicamente vincolanti in tutto il blocco attraverso norme di attuazione note come "atti delegati".

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