Sabato, 16 Ottobre 2021
Ambiente

La lobby del biofuel protesta contro Bruxelles, ma Germania e Francia chiedono regole più stringenti

L'Europa boccia i biocarburanti di prima generazione, quelli ottenuti dalle colture di grano e mais. Una scelta che non piace al settore. Nel mentre, cinque Stati membri hanno chiesto un giro di vite per evitare altre frodi collegate all'olio di palma e altre materie prime 'insostenibili'

È scontro sulla recente scelta della Commissione europea di escludere i biocarburanti di prima generazione, cioè quelli ottenuti da colture alimentari, dalla tassonomia verde. Quest’ultima non è altro che la norma Ue che descrive quali investimenti sono in linea con l'accordo di Parigi sul contenimento del cambiamento climatico e suggerisce agli investitori quali attività economiche sono davvero eco-compatibili. La Commissione mira a sostenere finanziariamente le attività che rientrano nel perimetro tracciato dalla tassonomia verde. Di qui i dissidi con le lobby del biocarburante. 

La preferenza Ue per i biocarburanti avanzati

Queste ultime ritengono che la mossa di Bruxelles non farà altro che spaventare i mercati finanziari, facendo passare il segnale che investire in questi biocarburanti di prima generazione vada contro gli obiettivi ambientali dell’Ue. Una mossa che potrebbe convincere gli investitori continuare a scommettere sui combustibili fossili tradizionali. L'Europa - ricordano le lobby - mira ad abbattere le emissioni del settore dei trasporti entro il 2030. Un obiettivo difficile da raggiungere, secondo il settore dei biocarburanti di prima generazione, considerato che le auto elettriche avranno bisogno ancora di diversi anni prima di far pesare il loro impatto positivo nelle emissioni su strada. In tale contesto i biocarburanti potrebbero giocare un ruolo importante, ma Bruxelles ha deciso di scommettere solo su una ristretta tipologia. A entrare nella tassonomia verde sono stati infatti i soli biocarburanti ‘avanzati’, cioè quelli ottenuti dai residui della silvicoltura e dagli scarti alimentari. Bocciati i derivati delle colture come il grano e il mais. 

Regole più rigorose

Le critiche della lobby dei biocarburanti di prima generazione sono arrivate in concomitanza con la richiesta all’Ue, arrivata da cinque Stati membri, di istituire un quadro normativo ancora più rigoroso sull'uso dei biocarburanti nel mercato unico. La richiesta di Paesi Bassi, Belgio, Francia, Germania e Lussemburgo è motivata dai recenti casi di frode relativi alla vendita di olio da cucina usato di origine insostenibile, come l’olio di palma, rimesso in circolazione come carburante per i trasporti. Secondo quanto riferito dalla testata brussellese Euractiv, i Governi dei cinque Paesi solleveranno la questione al prossimo Consiglio Ue dei ministri dell’ambiente, previsto per il 10 giugno.

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