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Giovedì, 29 Febbraio 2024
La scelta

Licenziato perché rifiuta di volare per lavoro: "Lo faccio per il clima"

Dopo una missione nelle isola Solomone uno scienziato non è voluto tornare in Germania con l'aereo e ha deciso di prendere navi e treni, anche se ci metterà due mesi, ma l'azienda ha annunciato che lo caccerà

Si rifiuta di prendere un aereo per tornare in ufficio dopo una lunga missione all'estero, e ora per questo rischia di perdere il suo lavoro. Uno scienziato specializzato in cambiamento climatico dovrebbe tornare nella sua azienda in Germania al termine di una missione nelle Isole Solomone in Oceania, ma ha deciso di optare per un viaggio alternativo (e a suo avviso con emissioni molto più basse), con navi da cargo, treni e autobus, che però potrebbe richiedere fino a due mesi. L'azienda però non ha voluto accontentare questa sua richiesta, e a fronte della sua insistenza e del suo rifiuto per principio di salire su un volo, ha ora minacciato di licenziarlo.

Il protagonista della storia è l'italiano Gianluca Grimalda, un attivista ambientale che per principio si rifiuta di volare, e che lavora per l'Istituto tedesco di Kiel per l'economia mondiale. Come racconta il Guardian, Grimalda ha trascorso gli ultimi sei mesi in giro per Bougainville, l'isola più grande dell'arcipelago delle Isole Salomone, per scoprire come la sua popolazione sia stata colpita dagli effetti del cambiamento climatico. La Papua Nuova Guinea, di cui Bougainville fa parte, è uno dei Paesi più vulnerabili agli impatti del riscaldamento climatico.

In una lunga serie di messaggi su Twitter, Grimalda ha raccontato i suoi incontri con gli isolani che sono stati costretti a spostare interi villaggi nell'entroterra per evitare l'innalzamento delle maree, o che stavano disperatamente piantando mangrovie per trattenere le acque. Finita la missione lo studioso deve ora tornare nel suo ufficio in Germania, e per raggiungerlo lo scienziato ha detto che intende fare il viaggio di 22mila chilometri interamente senza volare, viaggiando invece su navi cargo, traghetti, treni e pullman, un viaggio che, secondo le sue stime, richiederà due mesi, ma che farà risparmiare 3,6 tonnellate di emissioni di carbonio.

"Considerata l'emergenza climatica in cui ci troviamo, trovo irragionevole che IfW abbia posto questo ultimatum e questa punizione", ha detto all'Ansa il 51enne statistico, che fa parte di Scientist Rebellion. "Poiché non insegno e le riunioni possono essere tenute online, non c'è niente che richieda la mia presenza a Kiel. Posso lavorare efficacemente anche in viaggio. Mi sono offerto di andare in congedo non retribuito per il tempo che IfW riterrà opportuno ma hanno rifiutato la mia offerta", ha aggiunto.

Mentre conduceva il suo lavoro sul campo tra i Papuasi, Grimalda ha tenuto decine di conferenze sulla scienza dei guasti climatici, spiegando agli isolani come le emissioni di carbonio del mondo industrializzato siano la causa dei disastri che dovevano affrontare. E ha promesso loro che avrebbe ridotto al minimo le sue emissioni di Co2 durante il viaggio di ritorno in Europa, per evitare di contribuire alle loro sofferenze. "Gli uomini bianchi (come siamo chiamati qui) sono spesso definiti giaman [bugiardi o truffatori in Tok pidgin, la lingua locale]. Io non voglio fare il giaman", ha detto.

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