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Professori di ciclismo nelle università, così la Germania sta promuovendo la transizione ecologica

Berlino ha messo in campo un investimento di 8,3 milioni di euro per finanziare un gruppo di esperti di biciclette e "implementare la ricerca e l'insegnamento", dalla pianificazione delle infrastrutture alla gestione della mobilità fino alla legislazione

La Germania lascia spazio ai ciclisti, non solo per le strade, ma anche nelle università. Nell'ambito del suo impegno per raggiungere gli obiettivi climatici e promuovere il trasporto verde, Berlino ha messo in piedi da circa un anno un prorgramma da 8,3 milioni di euro per finanziare cattedere e corsi specializzati nella mobilità a due ruote (e a pedali). L’obiettivo è quello di "implementare la ricerca e l'insegnamento: dalla pianificazione delle infrastrutture alla gestione della mobilità fino alla legislazione", ha affermato il governo. I professori nominati hanno anche il compito di istituire master specializzati nelle università e di prevedere l’istituzione di futuri dottorati di ricerca sull’argomento. Un anno dopo, il finanziamento sta mostrando i suoi primi effetti.

Un passo atteso da tempo

Per gli attivisti e gli accademici questo passo era atteso da tempo e sarà cruciale per rendere un successo la “Verkehrswende” tedesca, la transizione verso un traffico più verde. "La prima domanda che dovremmo porci è perché lo studio del ciclismo è stato così poco importante per così tanto tempo", ha detto Heather Kaths, una delle professoresse esperte di ciclismo presso la Bergische Universität di Wuppertal. La sua impressione è che la potente industria automobilistica tedesca "abbia avuto una forte influenza sul panorama della ricerca negli ultimi 70 anni".

Ma, secondo Kaths, l'interesse in rapida crescita per il potenziale della bicicletta sta ora spostando l'equilibrio poiché c'è stato un boom nelle pubblicazioni accademiche e nella raccolta di dati nel settore. Ciò si è tradotto in una maggiore volontà politica di sostenere la ricerca sul ciclismo a livello universitario, soprattutto perché si inserisce nell'impresa mastodontica del governo di allontanarsi dal motore a combustione e di avvicinarsi verso opzioni di trasporto rispettose del clima. "Le biciclette sono la chiave per un'inversione di tendenza nella politica del traffico", ha detto Angela Francke, professoressa di ciclismo presso la Hochschule di Karlsruhe. "Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi climatici, il ciclismo nelle città costituisce un pilastro importante", ha affermato Francke.

Professori di biciclette

Come spiega Politico, la Germania è stata la prima a prendere sul serio tutta la questione del ciclismo. Nonostante i Paesi Bassi siano il laboratorio europeo per tutto ciò che riguarda la mobilità urbana, le università non hanno ancora istituito titoli accademici specializzati sul ciclismo, anche se hanno attivamente messo in comune competenze e dati. In Germania, il mandato dei nuovi professori sarà quello di formare un nuovo gruppo di pianificatori urbani, sociologi e psicologi del traffico, che dovranno studiare come e perché le persone usano le strade. La ricerca si concentrerà sulla raccolta di dati sulle abitudini ciclistiche delle persone, sul comportamento stradale, nonché sullo studio della pianificazione e progettazione di piste e reti ciclabili. Delle sette cattedre, cinque posizioni sono state finora ricoperte, quattro delle quali da donne I nuovi professori hanno tutti studiato ciclismo sotto diverse forme e in diversi dipartimenti per anni, e affrontano la questione da diverse angolazioni.

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