Domenica, 21 Luglio 2024
La votazione

L'Italia dice "no" alla legge europea per salvare la biodiversità

I ministri dell'Ambiente dell'Ue hanno votato per la norma sul Ripristino della natura. Un testo più debole rispetto a quello proposto da Bruxelles, ma a cui gli agricoltori si oppongono fermamente

L'Italia ha votato contro la legge europea sul Ripristino della natura, un testo reputato fondamentale per la salvaguardia della biodiversità in Europa. I ministri europei dell'Ambiente riunitisi a Bruxelles hanno approvato comunque il testo, che fornisce un "orientamento generale", seppur una versione profondamente indebolita rispetto a quella originale proposta dalla Commissione europea.

Nonostante il documento "annacquato", il governo italiano rappresentato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin ha comunque optato per un "no", condiviso dai ministri di Polonia, Olanda e Svezia e Finlandia, mentre quelli di Austria e Belgio si sono astenuti.

La normativa, che fissa obiettivi vincolanti entro il 2030 nel tentativo di arrestare la perdita di biodiversità e invertire il degrado degli ecosistemi, è oggetto da diverse settimane di aspre battaglie, soprattutto per quanto riguarda le misure nel settore agricolo. In questo ambito, l'esecutivo europeo aveva chiesto di riservare il 10% dei terreni per l'inserimento di elementi paesaggistici, come siepi, filari di alberi, macchie, stagni o alberi da frutto, funzionali all'agroecologia. Le grandi organizzazioni agricole si sono opposte fermamente a qualsiasi vincolo, ritenendo che questi elementi comporterebbero una perdita eccessiva di spazio dedicato alle colture, che diventerebbero meno produttive e redditizie.

Da alcuni mesi hanno ottenuto il consenso di tutto l'arco europarlamentare della destra, incluso il Partito popolare europeo. Su questo punto cruciale i ministri europei dell'Ambiente hanno aggiunto la possibilità di concentrare le misure solo su quelle "necessarie per la conservazione della biodiversità". Ciò nonostante gli agricoltori europei, rappresentati dalla Copa-Cogeca, insistono sulla necessità di rifiutare in toto la normativa. Sperano adesso di riuscire a respingerla grazie al voto del Parlamento europeo, che sul tema risulta profondamente diviso.

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