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Venerdì, 24 Giugno 2022
Clima e fisco

L’Italia ha usato solo il 36% delle tasse ambientali per la lotta ai cambiamenti climatici

In Germania, la quota è del 100%. In Francia oltre il 90%. E nella spesa per il clima ci sono anche le caldaie a gas

Oltre la metà del gettito delle tasse Ue per l’ambiente che l’Italia potrebbe usare per proteggere il pianeta e gli ecosistemi viene destinata ad altri scopi. È quanto emerge dal rapporto su “L'uso dei proventi della vendita all'asta dell'Ets dell’Ue sulle azioni per il clima”dell’Ecologic Institute di Berlino. Lo studio ha monitorato come il governi di otto Paesi, inclusa l’Italia, hanno speso il gettito proveniente dai crediti Ets - il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue - che andrebbe reinvestito nella tutela dell’ambiente.

“La spesa” sostenuta dal gettito Ets “dell'Italia per l'azione per il clima non è stata coerente nel corso degli anni, poiché è variata dal 69,8% nel 2017 all'11,5% nel 2019”, hanno evidenziato gli autori dello studio. “Questa quota è significativamente inferiore alla media dell’Ue” e “solo nel 2017 l'Italia ha superato la soglia del 50% suggerita per la quota di compartecipazione alle entrate dell’asta” Ets da stanziare “nella spesa per l'azione per il clima”, si legge ancora nel rapporto.

Secondo lo studio, tra il 2013 e il 2020, il nostro Paese ha incassato 6,3 miliardi dall'Ets. Solo il 36% di questi incassi sono andati all'azione per il clima. Si tratta della quota più bassa tra gli Stati elencati nel rapporto: la Germania ha investito il 100%, Francia e Portogallo poco sopra il 90%, la Polonia il 52%. Inoltre, ma questo è un caso che riguarda anche gli altri Paesi, gli investimenti "green" sono andati in parte anche a finanziare le fonti fossili, come i bonus per l'acquisto delle caldaie a gas.

Secondo le leggi con le quali l’Italia ha recepito le norme Ue sugli Ets, “il 50% dei ricavi aggiudicati all'asta è destinato ad essere assegnato rispettivamente al ministero dello Sviluppo economico (30%) e al ministero dell'Ambiente (70%)”. L’altra metà delle risorse ricavate dalle eco-tasse viene invece assegnata direttamente al ministero dello Sviluppo economico per l'ammortamento dei titoli di Stato. “L'assegnazione avviene attraverso decreti interministeriali, che vengono concordati con cadenza annuale”, si precisa nella relazione. Ma a parte il fatto che l’assegnazione di metà delle risorse a scopi diversi dalla protezione dell’ambiente è prevista dalle norme Ue, anche l’uso delle altre risorse per gli obiettivi di sostenibilità raramente è stata rispettata da parte dei governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni. 

Per garantire che le entrate dell'Ets diano davvero un prezioso contributo all'azione per il clima, lo studio propone due raccomandazioni. “In primo luogo, tutte le entrate dovrebbero essere spese per una vera azione per il clima”, si legge nel documento. “Attualmente, solo il 50% è destinato all'azione per il clima, e anche questo non è obbligatorio”, ha evidenziato con rammarico Isa Mulder dell’organizzazione Wise Nederland, alludendo anche al caso italiano. 

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