In Danimarca al via la costruzione di due isole eoliche: "Esporteremo energia fuori dal Paese"

Copenhagen vuole scommettere sugli impianti off-shore per tagliare le emissioni di Co2 del 70% entro il 2030 e dire addio alle fonti fossili. Il potenziamento della produzione sarà tale, secondo le previsioni, che verranno coperti non solo i consumi interni, ma anche quelli di altri Stati europei

Foto Ansa

L’orizzonte stabilito dal Green Deal europeo di azzerare le emissioni nette di Co2 dell’Ue entro il 2050 sembra ancora lontano per gli esecutivi nazionali. Ma c’è un Governo che sembra avere già le idee chiare su quale fonte energetica puntare per raggiungere gli ambiziosi obiettivi sul clima, dicendo addio alle fonti fossili e inquinanti. Si tratta della Danimarca, che ha annunciato l’installazione di nuovi impianti di eolico off-shore, con la creazione di due vere e proprie “isole energetiche”.

Raddoppiare l'eolico

L’esecutivo di Copenhagen ha pubblicato una proposta articolata in sei pilastri per raggiungere gli obiettivi giuridicamente vincolanti dettati da una nuova legge sul clima, che obbliga lo Stato scandinavo a riconvertire il suo sistema energetico e produttivo per renderlo ‘neutro’ entro il 2050. Le due isole progettate dalla Danimarca avrebbero ciascuna una capacità di almeno 2 gigawatt. Una potenza energetica che raddoppierebbe l'attuale capacità eolica off-shore del Paese. “La Danimarca - ha dichiarato il ministro danese del clima Dan Jorgensen - deve essere un Paese pioniere nel settore verde, motivo per cui manteniamo le ambizioni sul clima anche se siamo nel mezzo di una crisi storica”, ha detto riferendosi alla pandemia di coronavirus.

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Un nuovo export energetico

Si prevede che le isole artificiali riescano a generare più elettricità del consumo annuo delle famiglie danesi. Il Governo ha fatto quindi sapere che intende esportare l’energia pulita nei vicini Paesi Ue. Che se non adotteranno un piano di produzione di energia ‘green’ saranno costretti a bussare alla porta dei ‘pionieri’ dell’eolico. Nel lungo periodo, l'eccesso di elettricità prodotta dalle isole potrebbe essere convertito in idrogeno verde e trasformato in combustibili per aerei, camion, navi e riscaldamento. Un piano ancora in gestazione, che include sostanziosi finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo di innovazioni tecnologiche.

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