Interferenti endocrini, da Parlamento stop a proposta Commissione: "Non tutela adeguatamente la salute"

L'eurocamera ha bocciato i criteri elaborati dall'Esecutivo Ue per individuare quelle sostanze che interferiscono con il sistema endrocrino dell'uomo. Intanto, uno studio rivela che l'Italia è tra i paesi più a rischio

Agricoltore cosparge il raccolto di pesticidi / © EU/AP

Il Parlamento ha bloccato mercoledì la proposta della Commissione che avrebbe esentato alcuni prodotti chimici contenuti nei pesticidi dall’essere identificati come interferenti endocrini, ossia capaci di interferire con il sistema endrocrino dell'uomo con gravi conseguenze per la salute. Per i deputati, la Commissione ha oltrepassato il proprio mandato esentando dai criteri di identificazione le sostanze che sono in realtà progettate proprio per attaccare il sistema endocrino di un organismo, come quelle che si trovano in certi pesticidi.

La Commissione aveva proposto una serie di criteri scientifici per determinare quali prodotti chimici sarebbero dovuti ricadere nella definizione di interferenti endocrini, per essere di conseguenza “condannati” ad un divieto o a una limitazione di utilizzo. La proposta però escludeva quei pesticidi appositamente progettati per agire sugli ormoni dei parassiti. Per queste ragioni, il Parlamento Ue l'ha rigettata.

Prossime tappe

L’obiezione, presentata dagli eurodeputati Jytte Guteland e Bas Eickhout, è stata approvata nel corso della sessione plenaria di Strasburgo. La Commissione europea dovrà quindi elaborare una nuova versione del testo, prendendo in considerazione i suggerimenti del Parlamento.

Interferenti, Italia maglia nera

Secondo un rapporto dell’onf Pesticide Action Network (PAN), più di un terzo della frutta consumata nell'Unione europea è contaminato da residui di sostanze che intaccano il sistema ormonale. PAN afferma che il 68% della frutta europea contiene tracce di pesticidi e nel 34% sono stati reperiti residui di 27 interferenti endocrini. Per le verdure, le cifre sono leggermente più basse ma comunque preoccupanti: la stima è che il 41% non sia immune da residui e il 14% contenga sostanze che agiscono negativamente sul sistema endocrino. I paesi in cui il problema è più grave sono quelli dell’Europa meridionale: a Spagna (35% dei prodotti), Grecia (25%) e anche Italia (23%) vanno le maglie nere per la produzione. 

Una relazione UNEP/WHO ha definito gli interferenti endocrini una "minaccia globale", in riferimento, tra l'altro, all’aumento di vari disturbi endocrini nell'uomo e nelle popolazioni della fauna selvatica. Ci sono prove di effetti avversi riproduttivi (infertilità, tumori, malformazioni) che potrebbero anche influenzare la funzione tiroidea, quella del cervello e favorire l'obesità, e l'omeostasi del glucosio.

La battaglia nell'Ue

La legislazione dell'Ue impone che gli antiparassitari o le sostanze biocide non abbiano effetti di interferenti endocrini su altre specie rispetto a quelle mirate. Per applicare questa legislazione, l'Ue deve essere in possesso di un elenco di criteri scientifici per l'individuazione degli interferenti endocrini.
 
La proposta della Commissione riguardava i criteri scientifici per l'identificazione delle proprietà endocrine-distruttive delle sostanze chimiche. L'individuazione di questi criteri scientifici costituisce un primo passo verso misure che riducono la loro presenza e tutelano la salute dei cittadini.
 
La Corte di giustizia europea ha stabilito nel dicembre 2015 che la Commissione europea ha violato la legislazione comunitaria omettendo di pubblicare i criteri per la determinazione degli interferenti endocrini entro la fine del 2013. I deputati hanno ripetutamente sollecitato l'UE a ridurre le sostanze.
 
 

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