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In Italia c'è troppo rumore. E Bruxelles potrebbe multarci

L'inquinamento acustico è la seconda causa di decessi prematuri dopo quello atmosferico. Una legge Ue del 2007 chiede a ogni agglomerato urbano un un piano d'azione per ridurre i disturbi ai cittadini: ma dopo 10 anni ne mancano all'appello ben 32 su 45

La vicenda va avanti dal 2013: l'Italia non rispetta la direttiva europea che mira a tutelare i cittadini dal rumore ambientale, quello causato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale. Si tratta, secondo le stime di Bruxelles, della seconda causa di decessi prematuri dopo l'inquinamento atmosferico. Per questo, l'Ue ha chiesto al nostro paese di rispettare le norme (e le orecchie dei cittadini) partendo dalla predisposizione di “mappe acustiche strategiche”, ovvero degli studi dettagliati per capire le fonti di rumore in una determinata zona, per arrivare poi ai piani d'azione per intervenire su tali fonti. Ma nonostante la direttiva in questione risalga al 2007, dopo 10 anni, su 45 agglomerati urbani, mancano ancora 17 mappe strategiche e ben 32 piani d'azione

Ecco perché adesso Bruxelles ha lanciato un ultimatum all'Italia: attui le adeguate contromisure entro due mesi o il caso finirà alla Corte di giustizia dell'Ue. Che tradotto potrebbe significare una multa pesante al nostro paese.  

Gli avvertimenti Ue

Del resto, negli anni, gli avvertimenti da parte della Commissione europea non sono mancati: dopo una prima lettera di costituzione in mora nell'aprile 2013, l'Esecutivo comunitario ne ha inviata un'altra nel febbraio 2016. Per arrivare, lo scorso gennaio, a lanciare il suo ultimo richiamo. All'Italia viene contestato il fatto che manchino all'appello mappe strategiche per 17 agglomerati e 22 strade e che devono ancora essere adottati piani d'azione per 32 agglomerati, 858 strade e un importante asse ferroviario.

La situazione

Al momento, sono 38 le città (o gli agglomerati) che hanno predisposto studi sulla popolazione esposta e/o la mappa acustica strategica: Torino, Aosta, Genova, Milano, Monza, Bergamo, Brescia, Bolzano, Vicenza, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì, Rimini, Firenze, Prato, Livorno, Pisa, Terni, Roma, Latina, Napoli, Salerno, Foggia, Andria, Barletta, Bari, Taranto, Brindisi, Lecce, Palermo, Catania, Sassari e Cagliari.  

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