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Sabato, 2 Marzo 2024
Attivismo / Belgio

Perché Greenpeace spruzza (finti) pesticidi sugli edifici

A Bruxelles attivisti ambientali protestano contro l'accordo Mercosur, che faciliterebbe la vendita di pesticidi (anche vietati) ai Paesi dell'America Latina

Pesticidi spruzzati direttamente sui palazzi del potere a Bruxelles. O almeno questo è l'effetto ottico provocato dall'azione realizzata la mattina del 25 maggio dagli attivisti di Greenpeace Belgio davanti l'edificio del Consiglio dell'Unione europea, dove erano riuniti i ministri del Commercio dei 27 Stati membri. I ministri si trovavano nella capitale europea per discutere dell'accordo commerciale Ue-Mercosur, che spalancherebbe le porte dell'America latina ai prodotti europei, generando al contempo un ingresso maggiore di alcune tipologie di prodotti sudamericani, in particolare quelli agricoli, in Europa.

Dapprima un gruppo di attivisti ha scalato l'edificio, appendendo striscioni sulla facciata della sede del Consiglio con la scritta "Stop Ue-Mercosur". All'esterno intanto un camion agricolo ha spruzzato nuvole d'acqua per "simulare i pesticidi". Non si trattava quindi di vere sostanze chimiche utilizzate nei campi, come hanno precisato gli attivisti. La protesta prende di mira l'aumento delle esportazioni di sostanze chimiche tossiche da parte di aziende europee in direzione America del Sud, previsto in caso di conclusione dell'accordo.

Trattato contestato

La proposta di accordo Ue-Mercosur è stata messa sotto accusa da diversi governi e parlamenti, oltre che da aziende (incluse quelle italiane) e da numerosi agricoltori e dalla società civile di entrambe le sponde dell'Atlantico. Secondo i detrattori, il trattato rappresenterebbe "un disastro per l'agricoltura locale, la natura, i diritti umani e il clima". Secondo diverse organizzazioni, inclusa Greenpeace, la riduzione delle tariffe e dei controlli su prodotti come parti di automobili e pesticidi provenienti dall'Europa, nonché sulla carne bovina e della soia proveniente dai Paesi del Sud America, aumenterà il tasso di distruzione della natura, già elevatissimo.

"Questo accordo commerciale è un disastro, e minaccia di ridurre gli agricoltori europei con carne bovina a basso costo allevata a spese di una natura distrutta", ha commentato Lis Cunha, responsabile della campagna commerciale di Greenpeace Germania. "E per distruggere la natura più velocemente, le aziende chimiche europee riempiranno il Sud America di pesticidi, compresi quelli ritenuti troppo tossici per l'uso nell'Ue", ha evidenziato Cunha in un comunicato stampa diffuso dall'organizzazione ambientalista.

Da una sponda all'altra dell'Atlantico

In base ad uno studio di Greenpeace Germania, sono stati trovati residui di diversi pesticidi sui tigli provenienti dal Brasile e venduti negli Stati membri dell'Ue. "L'uso di queste sostanze prodotte nell'Ue, tra cui l'erbicida glifosato e gli insetticidi imidacloprid e cipermetrina, dovrebbe aumentare notevolmente a causa dell'eliminazione delle tariffe previste dall'accordo commerciale sulle esportazioni di pesticidi dell'Ue verso i Paesi del Mercosur", sostengono gli attivisti.

Esportazioni di sostanze vietate

Un'indagine dello scorso anno di Unearthed, l'unità investigativa di Greenpeace Gran Bretagna, e della Ong svizzera Public Eye, ha rivelato i piani dell'Ue per l'esportazione di oltre 10mila tonnellate di pesticidi vietati che in un solo anno sono in grado di uccidere le api. Si tratta di neonicotinoidi il cui uso, secondo il rapporto, è proibito o è sottoposto a revisione nell'Ue a causa della loro pericolosità, ma vengono esportati lo stesso soprattutto nei Paesi più poveri. Sarebbero incalcolabili i danni agli impollinatori e all'ecosistema in generale.

Negoziati in dirittura d'arrivo

L'azione di Greenpeace sembra arrivare tardi rispetto alle tempistiche del trattato. Il prossimo ciclo di negoziati si svolgerà a Buenos Aires, in Argentina, il 26 giugno. Per quella data la Commissione europea prevede di annunciare la conclusione dei negoziati al vertice dell'Ue e della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (Celac), che si terrà il 17 e 18 luglio a Bruxelles. Raggiunta questa tappa dovrebbe aprirsi la strada al processo di ratifica, previsto nella seconda metà del 2023.

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