Martedì, 28 Settembre 2021
Ambiente

Bruxelles esclude gas e nucleare dai green bond: riserva verde da 250 miliardi per il Recovery fund

La Commissione europea avvia una maxi emissione di obbligazioni "ecologiche": copriranno il 30% dei fondi per la ripresa

La Commissione europea vara una sorta di "riserva verde" per finanziare il Recovery fund: Bruxelles ha adottato un Quadro normativo per l'emissione di un pacchetto di "green bond" da qui al 2026, ossia titoli di debito che dovrebbero portare alle casse europee fino a 250 miliardi di euro, da girare poi ai Paesi membri per finanziare i loro piani nazionali del Next Generation Eu. Tali risorse, ha chiarito l'esecutivo europeo, dovranno essere vincolate a progetti volti alla transizione ecologica e alla lotta ai cambiamenti climatici. Pertanto, saranno esclusi gli interventi legati a fonti energetiche come il gas e il nucleare, su cui puntano invece diversi governi Ue, tra cui quello italiano. 

I paletti su gas e nucleare

La prima emissione di obbligazioni "verdi" è prevista già per il mese prossimo. L'obiettivo di Bruxelles è ambizioso: raccogliere sul mercato un terzo dei titoli di debito previsti dal Recovery (che in totale arriverà a circa 800 miliardi di euro a prezzi correnti, di cui 421,5 miliardi per sovvenzioni e 385,2 miliardi per prestiti). Come ha sottolineato Johannes Hahn, commissario europeo al Bilancio, "l'Ue diventerà il più grande organismo emittente di obbligazioni verdi al mondo. Questo è anche un segno - ha aggiunto - del nostro impegno a favore della sostenibilità e pone la finanza sostenibile al centro dello sforzo di ripresa dell'Unione".

La mossa della Commissione, oltre che sul piano strettamente finanziario, ha un peso politico e strategico: a Bruxelles, infatti, sono in corso trattative serrate sulla cosiddetta "Tassonomia" degli investimenti verdi. Di cosa di tratta? La Tassonomia è in sostanza un documento in cui l'Unione europea stabilirà quali sono le attività economiche che si possono considerare eco-sostenibili, e sulle quali verranno sempre più concentrati gli investimenti di Bruxelles, e quelle che invece danneggiano il Pianeta e su cui l'impegno Ue dovrebbe esaurirsi nei prossimi anni. Tra le attività che rischiano di venire escluse dal grosso dei finanziamenti europei ci sono quelle legate al gas e al nucleare.

La questione della Tassonomia

La Tassonomia proposta dalla Commissione, sotto la spinta delle pressioni di alcuni Stati membri, tra cui l'Italia e la Francia, e delle lobby di settore, non ha affrontato uno dei principali interrogativi sulla questione: quello relativo alla classificazione del gas naturale e del nucleare. La gran parte degli ambientalisti considera le due fonti energetiche come fossili (nel caso del gas) o insostenibili dal punto di vista ambientale (nel caso del nucleare) a causa delle scorie generate nell’intero ciclo di vita del prodotto. I difensori di gas e nucleare sostengono invece che tali fonti sono necessarie per la transizione ecologica, e quindi meritano di ricevere ancora il supporto Ue. La proposta della Commissione sarà ora negoziata con Parlamento europeo e Stati membri. E i tempi si annunciano lunghi. 

Il Quadro adottato dall'esecutivo di Ursula von der Leyen fissa in qualche modo un primo paletto a favore delle richieste ambientaliste: niente gas e nucleare con i fondi raccolti con i Green bond. Bruxelles giustifica la scelta appellandosi a criteri "terzi": il Quadro, spiega la Commissione, è stato elaborato in linea con i principi dei "green bond"  dell'International Capital Market Association (Icma), uno standard di mercato per questo tipo di obbligazioni. Il Quadro è stato sottoposto alla revisione dell'agenzia di rating ESG Vigeo Eiris, società di Moody's ESG Solutions. Vigeo Eiris ha ritenuto il Quadro conforme ai principi dell'Icma, e coerente con la più ampia strategia ambientale, sociale e di governance dell'Ue, giudicandolo un valido contributo alla sostenibilità.

Il controllo sulle spese

Sulla scorta di queste valutazioni, Bruxelles ha chiarito che, anche qualora l'accordo finale sulla Tassonomia dovesse "salvare" gas e/o nucleare, il Quadro sui green bond non verrà modificato. Questo, dicono fonti Ue, servirà a garantire certezza e stabilità agli operatori che investiranno nei green bond. Un altro punto importante sottolineato dalle fonti della Commissione, come riporta Askanews, riguarda la classificazione degli investimenti nel settore del gas naturale, per progetti in cui questa fonte fossile è utilizzata in via provvisoria per la transizione energetica verso l'obiettivo di azzerare le emissioni clima alteranti. Questi investimenti, anche se potranno essere approvati nei Pnrr, i piani nazionali del Recovery fund, non verranno conteggiati nella quota minima obbligatoria del 37% della spesa per progetti climatici e ambientali prevista dalle regole del Next Generation Eu. Inoltre, non sarà approvato nessun progetto nei Pnrr riguardante l'energia nucleare.  

In base alle norme, gli Stati membri riferiranno alla Commissione in merito alle spese effettuate coi loro Pnrr. La Commissione utilizzerà queste informazioni per mostrare agli investitori come i proventi dei green bond siano stati effettivamente utilizzati per finanziare la transizione verde. Il Quadro per le obbligazioni verdi prescrive che le informazioni fornite dagli Stati membri sugli investimenti nella sostenibilità climatica e ambientale siano articolate in nove categorie: le prime due sono le attività di ricerca e innovazione e le tecnologie digitali a sostegno della transizione verde; le altre categorie sono: efficienza energetica, energia pulita, adattamento ai cambiamenti climatici, gestione dell'acqua e dei rifiuti, trasporti e infrastrutture, protezione della natura, riabilitazione e biodiversità. L'efficienza energetica, le mobilità sostenibile e l'energia verde avranno la quota maggiore di investimenti.
 

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