Glifosato, Merkel contro il suo ministro: “Doveva votare no al rinnovo, ha deciso autonomamente”

Il governo tedesco si spacca dopo aver dato il suo assenso deciso alla proroga Ue per il commercio del controverso erbicida. "Non era questo l'iter convenuto", ha detto la cancelleera

La cancelliera Merkel con la ministra dell'Ambiente Hendricks, contraria al rinnovo del glifosato / EPA/DANIEL KOPATSCH

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha richiamato all'ordine il ministro dell'Agricoltura, il conservatore Christian Schmidt, dopo che questi ha deciso per conto proprio di votare a favore del rinnovo nell'Unione europea della licenza al glifosato, attirando l'indignazione dei socialdemocratici. "Non era questo l'iter convenuto al governo, dove si era deciso per l'astensione. Quanto accaduto non deve ripetersi e di questo il ministro è stato avvertito", ha affermato Merkel in conferenza stampa congiunta con la ministra dell'Ambiente, la socialdemocratica Barbara Hendricks, che ha criticato il voto espresso ieri.  

Merkel ha anche precisato di aver dato mandato al dipartimento della Cancelleria di avvertire tutti i ministri che gli accordi di coalizione "reggono anche per un governo ad interim", facendo riferimento all'attuale condizione del suo esecutivo. Il ministro ha dichiarato alla tv pubblica Ard che la sua è stata una decisione personale, presa senza consultare Merkel. 

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L'approvazione del rinnovo della licenza del glifosato è arrivata ieri dopo mesi di stallo: per autorizzare la proroga al commercio di questo erbicida, considerato dalla Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, come “probabilmente cancerogeno”, serviva l'ok di almeno 15 paesi. Alla fine, i favorevoli sono stati 18, ma a spostare gli equilibri è stata la scelta della Germania, che in precednza si era astenuta. Contro il rinnovo si sono espresse invece Italia e Francia. 

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