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Lunedì, 28 Novembre 2022
Crisi energetica

Stop alle auto ogni domenica, così l'Europa può combattere la crisi energetica

Uno studio ha dimostrato come ogni giornata ecologica permetterebbe di risparmiare quasi un milione di barili di petrolio in tutto il continente

L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha reso evidente la dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili. L’aumento dei prezzi che è seguito al conflitto ha posto gli Stati davanti alla necessità di trovare soluzioni per arginare il problema. È certo che le abitudini dei cittadini dovranno cambiare, e che i consumi dovranno ridursi. Tra le varie soluzioni al problema ve ne è una che sta diventato popolare nei Paesi del nord Europa: le giornate senza auto.

Secondo quanto riscontrato in uno studio commissionato da Clean Cities Campaign, network europeo impegnato per una mobilità urbana a zero emissioni, questa iniziativa rappresenta uno dei modi più efficaci per ridurre rapidamente il consumo di petrolio nel breve periodo. Nate negli anni Cinquanta, le giornate senz'auto sono diventati eventi popolari, che incoraggiano i cittadini a riscoprire le loro città camminando, andando in bicicletta o utilizzando i trasporti pubblici.

Lo studio stima che una sola giornata senz'auto nelle principali città europee potrebbe far risparmiare tra i 534 e i 932 mila barili di petrolio. I car-free days sono inoltre uno strumento estremamente utile per limitare l’inquinamento dell’aria, che ogni anno causa oltre 300mila morti premature in Europa, un sesto delle quali si verifica in Italia. Se questa iniziativa diventasse un appuntamento settimanale in tutte le principali città dell'Ue e del Regno Unito si potrebbe ridurre il consumo annuale di petrolio del trasporto urbano in Europa di circa il 3-5 per cento. Ciò equivale allo 0,63 per cento-1,10 per cento del consumo totale annuo di petrolio dell'Ue, o della domanda annuale di petrolio di Estonia, Lettonia e Lituania messe insieme.

Secondo il report queste cifre sono importanti e l’impatto di questa misura sarebbe altrettanto buono, se non migliore, che lavorare da casa tre giorni alla settimana. Si tratta di una misura non solo efficace, ma anche ben vista dai cittadini europei. Un sondaggio svolto da Clean Cities, ha dimostrato come tra i cittadini di Varsavia, Bruxelles, Barcellona, Parigi e Londra, il 62 per cento approverebbe l’istituzione di giornate senz’auto a cadenza regolare, in particolar modo in un periodo caratterizzato dalla crisi energetica legata alla guerra in Ucraina.

Il primo car-free day della stagione si è tenuto a Bruxelles domenica 18 settembre. Secondo i dati diffusi da Bruxelles-Environnement (l'amministrazione dell'ambiente e dell'energia della regione) i livelli dei tre inquinanti di cui il traffico è responsabile hanno visto una diminuzione delle molecole nocive nell'aria fino al 90 per cento rispetto a un tipico giorno feriale. Nel quartiere delle istituzioni europee, ad esempio, le concentrazioni di No (monossido d’azoto) e No2 (diossido d’azoto) erano inferiori dell'80 per cento rispetto a una domenica media. Questo calo è ancora più marcato se confrontato con un giorno feriale medio. Le concentrazioni di No e No2 sono diminuite rispettivamente del 90 per cento e dell'86 per cento.

“I car-free days sono un primo passo efficace per rispondere alla crisi energetica in corso” ha affermato Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria “parallelamente, però, governi e enti locali possono e devono lavorare per offrire una vera alternativa allo spostamento in auto, dando spazio e sicurezza a chi vuole spostarsi in bicicletta e a piedi in città, creando un sistema di trasporto pubblico più efficace, frequente e diffuso, sistemi di mobilità condivisa”.

Le prime domeniche senza auto furono organizzate nel 1956 nei Paesi Bassi e in Belgio a causa della crisi del canale di Suez. In quell’occasione, l’allora presidente egiziano Nasser fece affondare decine di navi egiziane sul canale di Suez rendendolo inutilizzabile, la Siria chiuse l'oleodotto sul proprio territorio e l'Arabia Saudita decretò l'embargo petrolifero contro la Francia e la Gran Bretagna. A causa della crisi dell’offerta i due Paesi impedirono l’utilizzo di automobili durante tutte le domeniche dal 25 novembre al 20 gennaio 1957.

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