Il 18% dei giocattoli per bambini sono tossici. L'Agenzia Ue sulle sostanze chimiche lancia l'allarme

Analisi su 5.625 prodotti di consumo alla ricerca di amianto, cadmio, benzene e ftalati. I giochi per bambini i prodotti meno a norma nella Ue

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Sembrano divertenti e il più delle volte innocui, ma in realtà i giochi per bambini possono nascondere un'anima pericolosa. A lanciare l'allarme è l'Echa, l'Agenzia Ue per le sostanze chimiche di Helsinki, che è andata a guardare cosa si trova nei materiali di fabbricazione dei giocattoli e di altri prodotti di grande consumo, come bigiotteria, articoli di bricolage e tessuti, alla ricerca di eventuali tracce di 17 sostanze chimiche pericolose. 

Tra loro amianto, benzene, cadmio, piombo, nickel, cromo IV e gli ftalati. Ebbene, a uscire più tossici da questa analisi sono proprio i giocattoli: nel 18% dei casi o sono state trovate tracce di sostanze interdette o quelle permesse avevano superato la soglia di sicurezza. 

"18% di giocattoli fuori norma, una cifra elevata" 

"Si tratta di una cifra elevata", affermano i tecnici dell'ECHA, ricordando che "la legislazione REACH (sulla valutazione e l'autorizzazione delle sostanza chimiche nella Ue, ndr) è stata implementata proprio per limitare l'uso di sostanze chimiche che presentano il maggior rischio".

Come si sono svolte le indagini

Le indagini svolte in 29 Paesi europei hanno portato all'analisi di 5.625 prodotti, di cui 239 in Italia. 1.870 del totale erano Made in China, il colosso della produzione manifatturiera e 1.616 di fabbricazione europea. In 1.124 casi l'origine non era identificabile e i rimanenti provenivano da altri paesi. Il 20% dei prodotti ispezionati era piazzato sul mercato via Internet.  

Quali e dove si trovano i prodotti pericolosi

A fare la parte del leone, nei casi di violazione della norma comunitaria, sono stati gli ftalati - noti perturbatori endocrini - trovati nel 18% dei giocattoli analizzati a livelli superiori a quelli consentiti. Seguono il cadmio in prodotti di saldatura e le fibre di amianto, scovati nel 14% dei controlli. I prodotti contenenti amianto - ad esempio catalizzatori, thermos, pastiglie dei freni - erano per lo più di seconda mano e probabilmente prodotti prima che entrassero in vigore le restrizioni che ne vietano la vendita.

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E da dove vengono

Gli ispettori hanno anche trovato alte concentrazioni di cromo VI negli articoli in pelle (il 13% dei prodotti testati) e il cadmio nella gioielleria (12%). Complessivamente, la maggior parte delle violazioni è stata riscontrata in prodotti che avevano origini non identificabili, ben il 39% non era conforme, seguiti da prodotti importati dalla Cina, 'tossici' al 17%.

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