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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Il testo / Germania

La Germania si oppone al nucleare tra le energie 'verdi' dell'Ue

Il suo inserimento nella tassonomia voluta dalla Commissione, che è sostenuto dalla Francia, difficilmente verrà bloccato perché serve il no della maggioranza dei Paesi membri

La Germania voterà per contro l'introduzione del nucleare tra le energie ritenute sostenibili dall'Unione europea. Lo ha annunciato il governo di Olaf Scholz che espresso la sua opposizione al piano sulla tassonomia della Commissione per quanto riguarda l'energia atomica, definendo in una nota il suo 'no' “un segnale politico importante che chiarisce che l'energia nucleare non è sostenibile e quindi non dovrebbe far parte" del provvedimento.

Bruxelles sta cercando l'approvazione dei 27 Paesi membri e del Parlamento di Strasburgo per il suo piano di etichettare sia il gas che il nucleare come investimenti rispettosi del clima. Il principio sostenuto da Bruxelles è che l'energia nucleare sia sostenibile in quanto non produce alcun tipo di inquinamento atmosferico, anche se produce però pericolose scorie nucleari, difficili da smaltire. La tassonomia serve a classificare le attività produttive, non solo quelle energetiche, che possono essere considerate "verdi" e dunque finanziate con i fondi di investimento come i green bond, per esempio. La partita, secondo gli esperti, potrebbe valere già oltre i mille miliardi di euro nell'anno appena iniziato.

Dal punto di vista legale si tratta di un 'atto delegato', una questione su cui appunto è stato delegato all'esecutivo comunitario il compito di decidere. Le regole prevedono però che il Parlamento e il Consiglio abbiano al massimo 6 mesi dalla data di presentazione, che è stata il febbraio scorso, per esaminare il documento e, qualora lo trovassero necessario, opporsi. Il Consiglio avrà il diritto di opporsi a maggioranza qualificata rafforzata, il che significa che almeno il 72% dei Paesi membri (ovvero almeno 20 Stati membri) che rappresentano almeno il 65% della popolazione dell'Ue devono dire no.

Il no della Germania in questo senso è pesante ma non sufficiente ad allargare il fronte dell'opposizione all'inserimento del nucleare, che invece è fortemente sostenuto dalla Francia di Emmanuel Macron, che essendo il primo produttore di energia nucleare d'Europa ha solo da guadagnarci dall'approvazione della nuova tassonomia. Anche Austria e Lussemburgo si sono mostrate contrarie e hanno addirittura hanno minacciato azioni legali, ma il fronte del no resta in minoranza.

Dove il testo potrebbe avere difficoltà a passare è nel Parlamento europeo, da sempre più sensibile ai temi ambientali. L'Aula potrà opporsi a maggioranza semplice (cioè con il no di almeno 353 deputati), ma difficilmente le defezioni nei tre gruppi di maggioranza che sostengono la Commissione (popolari, socialisti e liberali) potranno far cadere il testo, soprattutto perché il testo è sostenuto anche parte dell'opposizione, i conservatori Ecr, gruppo di Fratelli d'Italia, e l'estrema destra di Id, in cui siede la Lega.

Anche il piano per etichettare il gas come rispettoso del clima è stato criticato da alcuni Paesi, tra cui la Spagna, ma è fortemente sostenuto invece dal nostro Paese, che invece si è finora mantenuto neutrale sulla questione del nucleare, di fatto aprendo alla sua inclusione. Il gas emette meno Co2 del carbone quando viene bruciato, ma è anche associato a perdite di metano, un potente gas serra.

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