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"Gli animali sono esseri senzienti, basta gabbie negli allevamenti"

Sbarca a Bruxelles l'iniziativa civica "End the Cage Age". L'obiettvo è di raccogliere 1 milioni di firme per spingere l'Ue a rivedere le norme in materia. Il sostegno del Movimento 5 stelle

“Abolire totalmente l'uso di gabbie negli allevamenti europei oggi si può e si deve fare". E' con questo obiettivo che sbarca al Parlamento europeo l'iniziativa civiva "End the Cage Age". A sostegno della petizione il Movimento 5 stelle, che dice: "Il nostro obiettivo è raggiungere 1 milione di firme e obbligare la Commissione a rispondere a cittadini sempre più consapevoli e informati che credono in un modello di produzione e consumo rispettoso degli animali, dell’ambiente e delle persone”.

Nell'occasione, l’europarlamentare M5s Eleonora Evi ha organizzato per domani 25 settembre a Bruxelles una conferenza e una mostra che denuncia le condizioni degli animali che vivono nelle gabbie degli allevamenti. "In Europa - spiega Evi - circa 300 milioni di animali sono confinati in gabbie e privati della possibilità di muoversi in modo naturale. Conigli, galline, scrofe, anatre e quaglie passano la vita in gabbia. È ora di superare questo sistema di trattamento che infligge solo sofferenze agli  animali. Il Trattato di Lisbona definisce gli animali quali esseri senzienti e, dunque, è nostro compito tutelarli”, dice ancora l'eurodeputata.

Per Marco Zullo, eurodeputato M5s e membro della commissione Agricoltura e sviluppo rurale: “Questa iniziativa lodevole fa capire che non siamo in pochi, che questo è l’inizio di un cambiamento che sarà epocale. Parliamo di agricoltura e rispetto degli animali, quindi non facciamo altro che parlare di umanità, e allo stesso modo di innovazione e di progresso. In questo senso - continua Zullo - serve sempre una spinta che dia il via, oggi stiamo facendo questo passo. Inoltre, ci rendiamo conto che questo è un movimento trasversale: ora siamo al Parlamento, ma una grande parte dell’energia deve arrivare dai cittadini. Una raccolta di firme avrà l’obiettivo di fare pressione, così non si potrà più dire che siamo una minoranza: abbiamo il dovere di porre fine alla sofferenza animale negli allevamenti, di utilizzare metodi alternativi e rispettosi. Il nostro segnale deve essere forte".

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