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Venerdì, 27 Maggio 2022
Trasporti

Anche i freni delle auto inquinano, e con la transizione elettrica lo faranno sempre di più

La Commissione europea sta valutando nuovi standard per ridurre le emissioni di PM2,5 delle pastiglie. Ma c'è anche il problema delle microplastiche dei pneumatici

Il passaggio dal motore a combustione alle batterie elettriche eliminerà progressivamente l'inquinamento sprigionato dai gas di scarico. Ma non cancellerà quello prodotto da freni e pneumatici. Anzi, la transizione potrebbe persino aumentare le polveri sottili e le microplastiche che ogni giorno emettiamo quando siamo alla guida. E respiriamo. È l'allarme lanciato da tempo dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo, che in una lettera all'esecutivo Ue ha chiesto misure ad hoc per contrastare questo rischio per l'ambiente e la salute dei cittadini.

ll problema si chiama "particolato non di scarico". Come spiega Euractiv, si tratta delle emissioni derivanti "dalla raschiatura delle pastiglie dei freni e dall'attrito tra le strade e la gomma dei pneumatici, che possono causare la rottura di piccole particelle". Queste particelle "si aggiungono a quelle generate dall'usura delle superfici stradali" e creano una sorta di "polvere stradale" tossica che rimane sospesa nell'aria, rendendo più probabile l'inalazione.

Per gli scienziati, la polvere più preoccupante per la salute umana è quella fine, il PM2,5, che per via delle sue dimensioni microscopiche riescono a penetrare più profondamente nel sistema respiratorio, danneggiando il tessuto polmonare. L'esposizione a lungo termine a livelli elevati di PM2,5 aumenta il rischio di malattie cardiache, ictus, cancro ai polmoni, malattie respiratorie, disturbi del sistema riproduttivo e del sistema nervoso centrale. Secondo un rapporto, il PM2,5 sarebbe stato responsabile di 307mila morti premature nell'Ue nel 2019, di cui quasi 50mila in Italia.

I veicoli elettrici contribuiscono senza dubbio a migliorare la qualità dell'aria eliminando le emissioni dallo scarico. Ma "il particolato emesso da freni e pneumatici continuerà a rappresentare rischi per la salute e potrebbe persino aumentare dopo la rivoluzione dei veicoli elettrici", dice ancora Euractiv. Le auto elettriche, in questo momento di sviluppo tecnologico, "tendono a essere più pesanti dei veicoli alimentati a combustibili fossili a causa del peso della batteria. Ciò è aggravato nel caso di veicoli elettrici più grandi, come i Suv plug-in, che contengono un propulsore di dimensioni considerevoli". Per le stesse ragioni, 

Secondo uno studio dell'Ocse, i grandi veicoli elettrici producono fino all'8% in più di PM2,5 rispetto al loro equivalente con motore a combustione interna. Questo nonostante l'uso da parte dei veicoli elettrici della frenata rigenerativa, che riduce la necessità di premere il pedale del freno. Inoltre, per le stesse ragioni alla base del particolato dei freni, gli scienziati hanno messo in guardia dai rischi della produzione di microplastiche dei penumatici, che rischiamo di ingerire quando mangiamo e beviamo.

L'Ue sta valutando come affrontare tali questioni. A luglio, la Commissione europea dovrebbe presentare l'atteso regolamento Euro7 che dovrebbe fissare per la prima volta degli standard a cui i costruttori di auto dovranno adeguarsi per ridurre l'inquinamento dei freni. Un testo a parte, su cui Bruxelles sta lavorando, dovrebbe introdurre misure anche per i pneumatici. In entrambi i casi, l'industria auto ha mostrato perplessità: il passaggio all'elettrico comporterà costi già per dire addio al motore a combustione che si riverseranno sui prezzi di vendita. Ulteriori standard su pastiglie e gomme potrebbero rendere la fattura ancora più pesante. 

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