“Pochi soldi e finanza creativa”, il Fondo Ue per la transizione ecologica parte tra le polemiche

Secondo uno studio della stessa Commissione Ue, occorrono molti più finanziamenti di quelli promessi con il piano economico di riconversione. Duri attacchi da Conservatori e Socialisti. Gentiloni ammette: "Servono ulteriori contributi"

Un'immagine dell'Ilva di Taranto

Il dibattito pomeridiano nell’Aula di Strasburgo conferma le cifre che circolavano in merito al Fondo per una transizione giusta e al Piano di investimenti sostenibili. I due meccanismi economici messi in piedi dalla Commissione europea per raggiungere gli obiettivi sul clima stabiliti dal Green Deal - abbattimento delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e azzeramento entro il 2050 - non raggiungeranno l’importo di 260 miliardi di euro l’anno indicati mesi fa come necessari dallo stesso esecutivo Ue

I numeri e l'ottimismo di Dombrovskis

Più che sul Fondo per l’equa transizione, la Commissione punta sul Piano d’investimenti sostenibili per raggiungere gli obiettivi del 2030. Uno strumento che “mobiliterà almeno un trilione nel prossimo decennio”, ha annunciato oggi a Strasburgo Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea. A conti fatti, basterebbero a malapena per coprire i primi quattro anni di transizione, ma il commissario lettone è ottimista: “Ci sarà un effetto leva nel bilancio europeo - prevede Dombrovskis - e investEU dovrebbe mobilitare 279 miliardi di euro di fondi privati e pubblici per investimenti ambientali e climatici facendo diventare il nostro bilancio più verde”. “Il cofinanziamento nazionale per progetti verdi sarà di 114 miliardi di euro”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione, che ricorda anche lo stanziamento per il Fondo per una transizione giusta “che mira ad arrivare a 100 miliardi di euro nel prossimo Quadro finanziario pluriennale”, riferito al settennio 2021-2027. 

Solo 7,5 miliardi di "fondi freschi"

Al netto delle promesse, i "fondi freschi” annunciati oggi dall’altro vicepresidente della Commissione, l’olandese Frans Timmermans, ammontano a soli “7,5 miliardi di euro”. Soldi che “potranno essere usati per formare i lavoratori e fargli acquisire nuove competenze per i lavori del futuro, dare aiuti alle imprese per trovare nuove opportunità di impiego, fare investimenti in energia pulita e nella riconversione degli impianti industriali per prepararsi a nuove attività”. I pochi fondi da inserire nel bilancio pluriennale dell’Ue, assicura il Timmermans, “genereranno dai 30 ai 50 miliardi di euro di investimenti”.

Dalle attività inquinanti alle imprese sostenibili

Nell’ambito del Fondo per la giusta transizione, Timmermans ha annunciato: “Offriremo un accesso dedicato al programma europeo di investimenti, investEU”. “Questo mobiliterà fondi privati per un ammontare totale di 45 miliardi di euro” che serviranno ad “aiutare le regioni a portare nuove imprese sostenibili per rimpiazzare le attività inquinanti e mettere in circolo nuove competenze”. “Aiuteremo qualunque impresa che voglia raggiungere la neutralità climatica a fare nuovi investimenti e mantenere i posti di lavoro”, assicura il vicepresidente della Commissione, prima di annunciare l’altro pilastro del Fondo per una transizione giusta: “Prestiti speciali della Banca europea degli investimenti, sostenuti dal bilancio dell’Ue, dedicati agli enti locali, regioni ed enti pubblici per finanziare progetti verdi, per aiutare le persone, ad esempio, a isolare le proprie case”. “Prestiti accessibili - ha concluso Timmermans - permetteranno l’installazione di moderni sistemi di riscaldamento alle famiglie più vulnerabili che ancora contano su legna e carbone per riscaldarsi d’inverno”.

La bocciatura dei Conservatori 

La prima critica al piano della Commissione arriva ancora prima della presentazione in Aula. “Siamo assolutamente a favore dell'economia circolare, ma siamo contrari al riciclaggio di promesse e denaro”, dichiara con durezza Ryszard Legutko, capogruppo dei Conservatori e Riformisti al Parlamento europeo. Secondo il gruppo parlamentare, composto in gran parte di deputati polacchi, “la contabilità creativa e le avventure finanziarie non porteranno la Commissione a trovare i trilioni di euro necessari per finanziare i loro nuovi piani climatici ed energetici”. 

La rabbia dei polacchi

L’insoddisfazione della destra polacca, che milita nella stessa formazione europea di Fratelli d’Italia, è dovuta all’abbandono del carbone come fonte di produzione energetica, ormai pretesa dalle istituzioni Ue decise a rendere l’Europa il primo continente a zero emissioni. Varsavia si aspettava una dotazione finanziaria più consistente per poter rinunciare ai combustibili fossili senza perdere slancio economico. Promesse non rispettate, secondo i Conservatori, che attaccano: ”Nelle attuali proposte di finanziamento del Green Deal la Commissione fa promesse sul bilancio a lungo termine dell'Ue ancora da concordare e pone un onere considerevole in più sulle spalle della Bei (Banca europea degli investimenti, ndr)”. “Ma non è esattamente chiaro da dove provenga il resto del denaro, c’è una grande differenza tra la leva finanziaria e l’autofinanziamento”, si legge nella nota. “Il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 comporta costi industriali e sociali ingenti, ma la Commissione non dà seguito a ciò che propone”, conclude l’eurodeputato polacco.

Critici anche i Socialisti

Critiche al piano presentato oggi arrivano anche dal gruppo Socialisti e Democratici, di cui fa parte il Pd. “Non sarà sufficiente”, taglia corto la capogruppo Iratxe Garcia Perez. “Chiediamo che il prossimo Quadro finanziario pluriannuale destini almeno il 30% alla lotta contro il cambiamento climatico”, ha scandito la deputata in Aula. “La seconda grande sfida dell'Europa - ha affermato Garcia Perez - è quella di raggiungere la neutralità climatica nel 2050 senza generare esclusione sociale e senza allargare il divario tra le regioni dell’Ue”. Nella transizione giusta auspicata dai Socialisti, “nessuno viene lasciato indietro”. Riguardo al Fondo oggi annunciato “ulteriori risorse finanziarie saranno d'aiuto per promuovere le capacità di apprendimento per aiutare le persone ad adattarsi alla transizione ecologica - ha auspicato la parlamentare spagnola - per garantire condizioni di lavoro dignitose, per eliminare il divario di retribuzione tra i sessi e per lottare contro la povertà infantile”. 

L'ammissione di Gentiloni 

Poche ore dopo la presentazione della strategia economica si registra anche la prima ammissione di insufficienza dei fondi, spiegata in conferenza stampa dal commissario italiano Paolo Gentiloni. “Penso che il piano sia una scelta molto forte che in sostanza orienta al Green Deal una parte molto consistente del bilancio complessivo dell’Unione e dei programmi d’investimento che l’Unione ha in progetto”, ha detto il commissario all’Economia, rispondendo a una domanda del giornalista David Carretta. Ciononostante, prosegue Gentiloni, “nella stessa comunicazione che oggi abbiamo approvato si riporta la cifra dei 260 miliardi l’anno che sarebbero necessari, secondo le stime dei servizi della Commissione, per raggiungere gli obiettivi entro il 2030”.

Nuove regole in arrivo su aiuti di stato e 'green' bonds

“I mille miliardi (in dieci anni, ndr) - prosegue - sono uno sforzo molto rilevante, dall’altra parte c’è bisogno di contributi ulteriori”. “Se facciamo le cose che oggi abbiamo deciso sugli aiuti di stato, sulle nuove regole finanziare, sugli standard per i green bonds, creeremo un ambiente favorevole a un enorme afflusso di investimenti privati e pubblici superiori”, ha concluso il commissario, con una nota di speranza per il futuro. 

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