Fondo Ue per la transizione: ecco perché ci guadagnano i Paesi dell’Est

Oltre la metà dei “soldi freschi” promessi dalla Commissione andranno agli Stati dell’ex blocco sovietico, ancora oggi largamente dipendenti dalle fonti combustibili fossili

A 24 ore dalla presentazione del piano economico della Commissione europea a supporto del Green Deal - il programma di abbattimento dell’inquinamento che renderà l’Europa il primo continente a emissioni zero entro il 2050 - cominciano a circolare i numeri degli stanziamenti destinati ai Paesi Ue nell’ambito del Fondo per una giusta transizione. Trattandosi di uno strumento finanziario di supporto delle regioni europee ampiamente dipendenti dalle fonti combustibili fossili e in ritardo economico, l’Est Europa riceverà di più rispetto agli Stati occidentali. Molto di più, secondo le prime bozze in circolazione. 

Dove andranno i soldi

Solo quattro Paesi dell’ex blocco sovietico saranno beneficiari di oltre la metà dei 7,5 miliardi di euro di “soldi freschi” annunciati ieri dal vicepresidente della Commissione Frans Timmermans. Solo alla Polonia andrebbero infatti 2 miliardi, mentre la Romania dovrebbe accontentarsi di 757 milioni. Alla Repubblica Ceca andrebbero invece 581 milioni e alla Bulgaria 458 milioni. Trattandosi di cifre trapelate dalle prime bozze allo studio della Commissione, il condizionale è d’obbligo. 

52 milioni di euro l'anno per l'Italia

Tra i grandi beneficiari si registra anche la Germania, con 877 milioni. Meno della metà andrebbe invece alla Francia (402 milioni), mentre - stando alle prime bozze - l’Italia dovrebbe ricevere 364 milioni di euro. Le cifre sono attribuite al bilancio pluriennale dell’Ue riferito al periodo 2021-2027, vanno perciò divise per sette. Per il Belpaese si prospetta quindi un contributo di circa 52 milioni di euro l’anno come aiuto per la riconversione ‘verde’. 

Il costo della riconversione

Essendo poi l’Italia un contributore netto del bilancio Ue - così come Francia e Germania - c’è da aspettarsi una quota di risorse maggiore rispetto ai Paesi più poveri che versano meno di quel che ricevono. Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, Roma dovrà versare circa 900 milioni di euro per alimentare il fondo. L’accordo sull’economia verde porterà quindi a un bilancio in rosso di oltre mezzo miliardo di euro

Nuove opportunità

I soldi che usciranno dalla porta del bilancio statale potrebbero però rientrare dalla finestra degli investimenti. Sui 100 miliardi del Meccanismo per la transizione giusta - che include anche i prestiti della Banca europea degli investimenti - le risorse stimate per l’Italia sono di circa 5 miliardi. Ovviamente non si tratta di un assegno in bianco, ma di risorse stanziate per progetti di ammodernamento energetico, riconversione industriale e riduzione delle emissioni. Starà all’apparato pubblico e alle imprese private trovare il modo per fare buon uso dei soldi dei contribuenti destinati alla rivoluzione ‘verde’ dell’economia europea. 

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