"I fondi Ue per le regioni non finanzino l'inquinamento"

Con una lettera aperta, 44 organizzazioni chiedono al Parlamento Ue di dire no all'uso risorse comunitarie per politiche a sostegno di combustibili fossili e gas. I 5 Stelle promettono battaglia

Tutti uniti contro i combustibili fossili e l’inquinamento. Imprese, ong e amministratori locali fanno fronte comune contro ogni ipotesi di finanziamento comunitario a modelli di sviluppo regionale non sostenibile, e chiede che il prossimo bilancio settennale dell’Unione europea (il Mff 2021-2027) non sostenga politiche nemiche dell’ambiente nella concessione delle risorse per le regioni e gli Enti locali.

Il 27 marzo il Parlamento europeo dovrà votare la proposta di regolamento per il prossimo Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), uno degli strumenti comunitari di finanziamento delle politiche di coesione. In una lettera aperta ai parlamentari europei l’ombrello di 44 sigle chiede di prevedere che le risorse europee siano tali da “rendere la decarbonizzazione una realtà”. Vuol dire, in altre parole “votare contro l'ammissibilità dei combustibili fossili, incluso il gas”.

Sostegno ai fossili

Si chiede in sostanza di lasciare immutata la proposta originale della Commissione europea , che chiedeva proprio di escludere il sostegno ai combustibili fossili dai finanziamenti della politica di coesione dell'Ue. Un’iniziativa che, denunciano le associazioni, “è stata annacquata dai deputati della commissione per lo sviluppo regionale, che hanno rilanciato” le possibilità di finanziamento per i combustibili fossili, in particolare il gas per il settore dei trasporti e del riscaldamento e per il carbone nel teleriscaldamento.

Non solo. Le conclusioni del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue sul clima recitano che si deve tener conto delle specificità dei sistemi Paesi nel promuovere politiche di sostenibilità. C’è il timore che l’Ue sul clima faccia marcia indietro. Così facendo, sostengono i firmatari della lettera, si porrebbe automaticamente un freno allo sviluppo delle imprese del settore delle nuove tecnologie.

La petizione M5s

Il mondo dell’associazionismo può contare sulla delegazione del Movimento 5 stelle in Parlamento europeo. Al grido di “StopFuelUe” i pentastellati invitano a votare contro alle dispositivo della proposta normativa che, denuncia l’europarlamentare Rosa D’Amato, “apre la porta ai finanziamenti alle fonti fossili, introducendo pericolose eccezioni che di fatto renderebbero possibile utilizzare le risorse per lo sviluppo delle Regioni per investimenti di questo tipo”.

Per sostenere “un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio”, D’Amato e i 5 Stelle chiedono di votare contro la possibilità di finanziare le principali fonti energetiche responsabili delle emissioni clima-alteranti, e ed esortano la cittadinanza di far sentire la propria voce sottoscrivendo la petizione avviata per l’occasione.

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