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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il caso / Italia

Gli europei temono il Climate Change, ma non vogliono cambiare (troppo) stile di vita

Il cambiamento climatico impone una svolta verso la sostenibilità, ma secondo un sondaggio di YouGov nel continente in molti non sono pronti a fare grossi sacrifici per ridurre l'impatto dell'uomo sull'ambiente

I mutamenti climatici spaventano gli europei, ma non abbastanza. Gran parte della popolazione del Vecchio continente è disposta a rendere la propria quotidianità più sostenibile, ma senza troppi sacrifici. Secondo un sondaggio di YouGov molti sono contrari a qualsiasi misura che possa incidere profondamente sull’attuale stile di vita. Dalla riduzione del consumo di carni e latticini, alla rottamazione delle auto alimentate da combustibili fossili, passando per il divieto della plastica monouso, fino alle proposte più radicali, il favore degli intervistati c’è, ma a percentuali altalenanti.

Lo studio di YouGov si è svolto tra il 5 ed il 24 aprile scorso, ha coinvolto sette Paesi europei, in cui sono state intervistate circa mille persone per nazione. Ciò che emerge è la volontà dei cittadini di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Svezia, Danimarca e Spagna di fare passi avanti nella lotta al cambiamento climatico, ma più una misura andrebbe ad incidere sulle loro vite meno la sostengono. A dirsi allarmate dall’aumento delle temperature globali sono grandi maggioranze in tutti i Paesi intervistati – dal 60% in Svezia fino al picco dell’81% in Italia – e altrettanti affermano che questi cambiamenti sono stati generati dall’uomo. Meno del 20% degli intervistati parte del campione sostiene il contrario, mentre un massimo del 5% dichiara che il cambiamento climatico non stia avvenendo.

La maggioranza degli intervistati si è detta favorevole a programmi governativi che prevedano la piantagione di alberi – con percentuali comprese tra il 45% (Germania) e il 72% (Spagna) – o la diminuzione della plastica monouso in circolazione – tra il 63% (Svezia) e il 75% (Spagna). Il consenso è solido ma in diminuzione se si parla di riduzione del consumo di carne e latticini a due/tre pasti alla settimana, dove le percentuali favorevoli oscillano tra il 28% registrato in Germania e il 43% in Italia. Una cifra che aumenta leggermente, ma significativamente, nel nostro Paese se si fa riferimento ad un possibile decreto governativo che disponga per legge una limitazione di questo tipo, arrivando al 48% dei consensi tra gli intervistati.

A mettere tuti d’accordo è il sostegno all'idea di sussidi governativi per rendere le case efficienti dal punto di vista energetico, qui si raggiungono i livelli di apprezzamento più elevati, con percentuali che toccano l’86% in Spagna e fanno registrare il dato più basso in Germania con un elevato 67%. Questi valori crollano a percentuali inferiori al 40% se si parla di coperture dei costi da parte degli stessi cittadini.

Nel delicato campo delle auto le risposte sono state varie, in linea con l’impatto che una misura piuttosto che un’altra avrebbe sulla vita del singolo cittadino. Alla domanda se sarebbero disposti ad acquistare un veicolo elettrico, meno di un terzo degli intervistati ha risposto positivamente, la percentuale più alta è stata rilevata in Italia (40%) mentre la minima in Germania (19%). Riguardo all’abbandono della guida in favore dei mezzi pubblici, piedi o bicicletta, Paesi quali Spagna, Francia e Italia hanno dato risposte positive – tra il 35 ed il 44% - mentre il sostegno è stato inferiore da parte delle nazioni del nord Europa – Regno Unito (22%); Germania (24%); Svezia (21%); Danimarca (20%). C’è da dire che nelle nazioni nordiche molti hanno già da tempo abbandonato l’auto per un mezzo sostenibile, mentre nei Paesi mediterranei le percentuali di chi ha già scelto di andare a piedi, piuttosto che in bicicletta o in autobus non superano il 16% degli intervistati.      

Misure quali il divieto di produzione e vendita di auto a combustibili fossili, o l’aumento dell’imposta sul carburante, sono largamente impopolari. Nel primo caso solo in Italia e Spagna le risposte favorevoli superano i contrari, mentre nel secondo caso in tutti e sette i Paesi parte del campione si è registrata una percentuale di scontenti superiore al 50%. Proposte ancor più radicali, tra cui l’acquisto di soli vestiti di seconda mano, la completa eliminazione di carni e latticini dalla dieta europea, nonché la diminuzione del numero di figli desiderato, sono sostenute da percentuali che in nessun caso superano il 17% in Germania e il 19% in Italia.

Come riportato dal Guardian, per i più non c’è dubbio che se i Paesi europei lavorassero congiuntamente otterrebbero maggiori risultati, tuttavia, l’accordo è decisamente oscillante quando si tratta di capire cosa dovrebbero fare i cittadini nella loro quotidianità.     

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