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Giovedì, 8 Dicembre 2022
La normativa

Cos'è l'Euro 7 e perché le auto costeranno di più

La proposta della Commissione punta a ridurre le emissioni di ossido di azoto e particolato di veicoli leggeri e pesanti, l'industria si oppone: "Non fa bene né al clima né alla salute"

La Commissione europea ha presentato i nuovi standard Euro 7 che dispongono nuovi ambiziosi target di riduzione delle emissioni, contro i quali però l'industria della auto si sta già opponendo lamentando che le richieste di Bruxelles avranno un costo troppo alto per il settore.

"Con la normativa 'Euro 7' faremo in modo che le auto con motore a combustione immesse sul nostro mercato fino al 2035, così come i veicoli commerciali pesanti e i veicoli elettrici, siano il più pulite possibile il più a lungo possibile, ovunque vengano utilizzate",ha dichiarato il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, presentando la proposta che è volta principalmente alla riduzione di emissioni di ossido di azoto (NOx) e particolato (Pm2,5). "Riteniamo la proposta equilibrata", e necessaria "per proteggere il nostro clima". Quindi, "oltre a monitorare e sostenere l'elettrificazione della flotta, ora stiamo affrontando le emissioni che aggravano l'inquinamento atmosferico e influiscono sulla nostra salute", ha aggiunto il commissario francese. 

Il trasporto stradale è la principale fonte di inquinamento atmosferico nelle città. Nel 2018, oltre il 39% delle emissioni di NOx e il 10% di quelle primarie di Pm2,5 e Pm10 nell'Ue provenivano dal trasporto stradale. Queste percentuali sono molto più alte nelle città, dove il trasporto è regolarmente il principale responsabile dell'inquinamento atmosferico e si stima che abbia causato circa 70mila morti premature in Europa solo nel 2018. Secondo le previsioni dell'esecutivo comunitario nel 2035, l'Euro 7 ridurrà le emissioni totali di NOx di auto e furgoni del 35% rispetto all'Euro 6 e del 56% di autobus e camion. Allo stesso tempo, le particelle provenienti dallo scarico saranno ridotte del 13% per le auto e i furgoni e del 39% per gli autobus e i camion, mentre le particelle provenienti dai freni delle auto saranno ridotte del 27%. La data dell'avvio della nuova normativa è il 1 luglio 2025 per veicoli leggeri e 1 luglio 2027 per veicoli pesanti.

In pratica la proposta, che ora dovrà passare il vaglio di Consiglio e Parlamento, sostituisce e semplifica le norme sulle emissioni precedentemente distinte per auto e furgoni (Euro 6) e per camion e autobus (Euro VI) e unifica i limiti di emissione per tutti i veicoli a motore in un'unica serie di norme. La conformità per le auto e i furgoni sarà verificata fino al raggiungimento dei 200mila chilometri e dei 10 anni di età. Questo raddoppia i requisiti di durata previsti dalle norme Euro 6/VI (100mila chilometri e 5 anni di età). Un aumento simile avverrà anche per gli autobus e gli autocarri.

Per l'industria rispettare questi nuovi standard nella produzione di veicoli avrà però dei costi, anche se Bruxelles sostiene che "queste riduzioni delle emissioni dovrebbero essere ottenute con le tecnologie esistenti". Ma l'aumento del prezzo delle auto previsto rappresenta "solo una piccola parte dei costi totali di acquisto dei veicoli, ovvero tra i 90 e i 150 euro per auto e furgoni e circa 2.700 per camion e autobus", si legge nella proposta della Commissione, secondo cui "i benefici ambientali stimati in termini di impatto sulla salute dall'inquinamento atmosferico superano significativamente questi costi per i produttori, i consumatori e le autorità, con un rapporto di oltre 5 a 1".

"Purtroppo, i benefici ambientali della proposta della Commissione sono molto limitati, mentre aumenta pesantemente il costo dei veicoli", ha lamentato Oliver Zipse, Ceo di Bmw e presidente dell'Acea, l'Associazione europea dei costruttori di automobili, che ha detto di nutrire "serie preoccupazioni in merito alla proposta". "Per conformarsi all'Euro 7, i produttori di autocarri dovranno spostare ingenti risorse ingegneristiche e finanziarie dai veicoli elettrici a batteria e a celle a combustibile al motore a combustione interna. Questo avrà un forte impatto sulla nostra transizione verso veicoli a emissioni zero. Non è un bene per il clima, non è un bene per la salute delle persone e non è un bene per l'industria", ha aggiunto Martin Lundstedt, Ceo del Gruppo Volvo e presidente del Consiglio per i veicoli commerciali dell'Acea.

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