"Troppo spazio alle rinnovabili", Eni e ArcelorMittal contro il piano Ue sull'idrogeno

Le lobby del petrolio e dell'industria reagiscono ai progetti di Bruxelles di scommettere sulle sole fonti 'pulite' in un momento in cui queste non sono ancora capaci di soddisfare l'approvvigionamento

Foto: EPA/HANNIBAL HANSCHKE

Ai big dell’energia non sono piaciute per niente le indiscrezioni sul piano della Commissione europea che intende scommettere sull’idrogeno pulito per riconvertire in chiave ‘green’ uno dei settori più inquinanti. A scatenare le reazioni delle compagnie petrolifere Eni e ExxonMobil, ma anche di una vasta alleanza di settori industriali che vanno dalla siderurgia alla produzione di ceramica, è la decisione dell’esecutivo Ue di puntare sul solo idrogeno ‘pulito’, ovvero ottenuto con elettricità da fonti rinnovabili. 

L'alleanza industriale

L'attuale definizione dell’Ue di "idrogeno pulito”, secondo gli industriali, è troppo stretta e dovrebbe essere ampliata con un approccio neutrale sotto il profilo tecnologico, sostiene il gruppo in una lettera inviata mercoledì alla Commissione europea. “Le energie rinnovabili emergeranno come fonte principale per la produzione di idrogeno nel lungo periodo”, fa notare James Watson, presidente del comitato direttivo di GasNaturally, un’organizzazione del settore del gas naturale che figura tra i 33 firmatari del lettera. Tra i firmatari di peso, ci sono anche i big del petrolio e del gas come la norvegese Equinor, italiana Eni e la statunitense ExxonMobil. Sono anche rappresentate le associazioni del commercio dell'energia, tra cui Eurogas, Fuels Europe, Gas Infrastructure Europe e l'Associazione internazionale dei produttori di petrolio e gas (IOGP). Tra i firmatari dell’appello contro l’idrogeno dalle sole fonti rinnovabili c’è anche Eurofer - The European Steel Association, della quale fa parte anche ArcelorMittal. 

La bozza

I piani di Bruxelles per l'idrogeno pulito sono stati resi noti la scorsa settimana in una bozza della strategia sulle politiche energetiche, che verrà presentata ufficialmente solo l'8 luglio. L'idrogeno rinnovabile prodotto dall'energia eolica e solare viene definito come “l'obiettivo prioritario” per raggiungere la neutralità climatica dell'Ue entro il 2050, come previsto dal Green Deal. La strategia riconoscerebbe anche il ruolo svolto dall’idrogeno “a base fossile” nella transizione.

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La lunga strada verso l'idrogeno pulito

A oggi, la gran parte dell'idrogeno proviene da combustibili fossili, secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (Iea). L’alternativa ecosostenibile offrirebbe una fetta minima di produzione. “Riconosciamo e supportiamo pienamente la crescita dell'idrogeno da elettricità pulita, che diventerà una parte significativa della miscela di idrogeno nel 2050”, si afferma nella lettera. “Tuttavia, questo idrogeno da solo non sarà sufficiente per sviluppare un mercato commerciale dell'idrogeno pulito nel prossimo decennio”, aggiungono i rappresentanti dell’industria e dell’energia, affermando che il mercato “richiederà tempo per espandersi”. “Sosteniamo una strategia che comprenda tutti i percorsi di produzione di idrogeno pulito, tra cui elettrolisi, pirolisi del metano e reforming del gas naturale in combinazione con cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS)”, afferma il gruppo di imprese. 

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