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Le emissioni di gas superano lignite e carbone. L’Ue esulta, gli ambientalisti no

Bruxelles: “Co2 crollata nel 2020 grazie al sistema Ets sullo scambio delle quote di inquinamento, lo rafforzeremo”. Consumi di elettricità e traffico aereo in caduta libera per via della pandemia. Ma i Verdi europei contestano: "Bisogna puntare su energie pulite, non su un altro fossile"

Nel 2020, le emissioni degli impianti energetici a gas naturale hanno superato, per la prima volta, quelle degli stabilimenti alimentati a lignite. Il sorpasso su quest’ultima consegna al gas il primato per emissioni dovute alla produzioni di energia, raggiungendo il 34% dell’inquinamento totale causato dal settore nella sola Unione europea. “Nonostante l'enorme quantità di 236 milioni di tonnellate di emissioni derivanti dall'energia a in un solo anno, molti Paesi europei stanno facendo pressioni affinché le centrali a gas siano beneficiarie di finanziamenti verdi”, è la denuncia del think tank Ember, che ha raccolto i dati sull'inquinamento del settore energetico. Tuttavia, la Commissione europea ritiene il gas naturale un alleato nell’abbattimento delle emissioni che dovrebbe portare alla neutralità climatica entro il 2050, come stabilito nel Green Deal.

Calano le emissioni del settore energetico

Nel 2020 “il settore elettrico ha registrato un calo delle emissioni del 14,9%”, ha fatto notare l’esecutivo Ue. Questo crollo riflette “sia la riduzione del consumo di elettricità dovuta alla pandemia che il passaggio dalla produzione dal carbone all'elettricità fornita da celle alimentate a gas naturale”. A pesare è anche “la sostituzione dei combustibili fossili con energia da fonti rinnovabili”.

Le emissioni del gas

L’aumento dell’energia prodotta col gas naturale ha fatto ovviamente crescere anche le emissioni degli impianti alimentati a metano o altri idrocarburi. Secondo i dati diffusi da Ember, gli impianti a gas europei hanno rilasciato 236 milioni di tonnellate di CO2 nel 2020, mentre la lignite si è fermata a quota 205 milioni e il carbone a 154 milioni. Nel 2020, le centrali elettriche a gas hanno causato il 33% delle emissioni del settore energetico nell’Ue, oltre il doppio rispetto al 16% registrato nel 2013.

Bruxelles scommette sul sistema Ets

Più che sui dati sull’inquinamento del settore energetico, l’Ue si concentra sulle cifre generali delle emissioni nel Vecchio Continente. L'Ets, il sistema di scambio di quote di emissioni, nel 2020 ha registrato un calo del 13.3% rispetto all’anno precedente. La riduzione complessiva, si legge in una nota dell’esecutivo Ue, deriva da un calo dell'11,2% delle emissioni da impianti fissi e un crollo del 64,1% delle emissioni del trasporto aereo. "Sebbene questa forte riduzione delle emissioni sia in parte dovuta alla pandemia - ammette Bruxelles - il sistema Ets si conferma come uno dei nostri strumenti di politica climatica più efficaci”.

Istituito nel 2005, il sistema Ets europeo è il primo sistema internazionale di scambio di quote di emissione al mondo. In breve, viene fissato un tetto, da raggiungere in un determinato periodo di tempo, alla quantità totale di alcuni gas serra che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema. Entro la scadenza, le imprese ricevono o acquistano quote di emissione che, se necessario, si possono scambiare a vicenda. Le aziende possono inoltre acquistare quantità limitate di crediti internazionali da progetti di riduzione delle emissioni, che possono avere luogo anche in Paesi extra-Ue. "L'Ets è la pietra angolare della politica dell'Ue in materia di cambiamenti climatici”, e “la Commissione presenterà proposte per rafforzare e possibilmente estendere l'Ets a giugno”, ha ribadito l’esecutivo europeo.

L'allarme degli ambientalisti

L'esutanza della Commissione non trova però d'accordo gli ambientalisti. Il think tank Ember sottolinea come a guidare la decarbonizzazione non siano le fonti di energia pulita, ma un fossile come il gas: “L’eliminazione del carbon fossile è iniziata sul serio e la lignite sta iniziando a seguire lo stesso percorso, ma il gas è ancora visto come un’alternativa 'pulita'. Ciò significa che invece di passare dal carbone all’energia pulita, in alcuni casi il gas viene utilizzato per sostituire il carbone”, si legge in un report

Sulla stessa linea l'eurodeputata dei Versi europei Rosa D'Amato: "L’Ue dice di puntare sull’idrogeno? Bene, ma lo produciamo a partire dal gas fossile. Non si era detto stop ai fossili con il Green deal? Beh, basta trovare le giuste parole: il gas è una fonte d’energia di 'transizione'. Usiamo un fossile per prepararci a un mondo senza fossili. Ora, io posso pure capire che non possiamo chiudere i rubinetti del gas dall’oggi al domani. Ma quello che sta accadendo in Italia come in Europa è che con la scusa delle transizione, si sta finanziando con ingenti risorse, anche del Recovery fund, il mantenimento dello status quo delle lobby del gas. Parliamo di decine di miliardi che verranno investite su questo fossile nei prossimi anni. In questo modo sarà pressoché impossibile farne a meno", conclude la parlamentare. 

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