Ridurre le emissioni Ue di CO2 entro il 2050 si può, il segreto è l'economia circolare

Un rapporto presentato a Bruxelles afferma che la quantità di anidride carbonica prodotta in Europa dal settore industriale potrebbe scendere di 300 milioni di tonnellate l'anno con un maggior ricorso al riciclo e al riuso

L'Europa può dimezzare le sue emissioni industriali entro il 2050, ma per farlo deve puntare molto sull'economia circolare. Lo afferma uno studio commissionato dalla European Climate Foundation e dal Fondo finlandese per l'innovazione Sitra presentato a Bruxelles secondo cui con maggiore ricorso al riciclo e al riuso delle risorse, il settore industriale potrebbe ridurre del 56% le emissioni di CO2 facendole scendere di 300 milioni di tonnellate l'anno. Secondo lo studio se questo approccio fosse adottato a livello globale la riduzione nelle emissioni potrebbe ammontare a 3,6 miliardi di tonnellate all'anno per lo stesso periodo.

Le fonti di inquinamento

Secondo la Roadmap 2050 della Commissione europea un quarto delle emissioni di anidride carbonica prodotte nella metà del secolo scorso proveniva dall'industria, specialmente quella pesante che produceva materiali di base. Proprio per questo le opportunità per un uso più produttivo dei materiali meritano quindi un “posto centrale” nella politica climatica dell'Ue allo stesso modo in cui migliorare l'efficienza energetica è fondamentale per gli sforzi dell'Ue per realizzare un sistema energetico a basse emissioni di carbonio, sottolinea lo studio. “Un'economia più circolare sarà fondamentale per lo sviluppo dell'industria europea e al contempo ridurne le emissioni di CO2”, afferma.

La metà dell'alluminio finisce in discarica

Una strategia suggerita consiste nel ridurre la quantità di materiali persi nella produzione. La metà dell'alluminio prodotto ogni anno ad esempio non raggiunge il prodotto finale, ma diventa rottame, mentre circa il 15% dei materiali per gli edifici viene sprecato nella costruzione. Un'altra opportunità è quella di utilizzare materiali e tecniche di costruzione più avanzate, come l'acciaio ad alta resistenza che può ridurre la necessità di materiali del 30%. E ancora, afferma il report, vi sono anche opportunità per ridurre l'uso eccessivo di materiali come l'acciaio negli edifici rispetto a quanto strettamente necessario per soddisfare le specifiche di progettazione.

Riciclaggio chiave di volta

Anche dal riciclaggio si potrebbe ottenere una forte riduzione dell'inquinamento. L'economia dell'Ue sta accumulando ingenti scorte di metalli e plastica, ed entro il 2050 potrebbe soddisfare una grande parte del suo fabbisogno di questi materiali semplicemente mettendo in circolo nuovamente ciò che è già stato prodotto: il 75% dell'acciaio, il 50% dell'alluminio e il 56% della plastica. “I materiali di ricircolo riducono le emissioni di CO2 e richiedono molta meno energia rispetto alla nuova produzione”, sottolinea il report, lamentando però che “tuttavia, la pratica corrente non è istituita per facilitare questi alti tassi di riciclaggio”, e quindi serve un cambio di rotta.

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Per ridurre l'inquinamento la priorità più urgente, conclude il report, è quella di “costruire una solida base di conoscenze”, per permettere che queste potenzialità diventino realtà, e di “incorporare le opportunità di economia circolare insieme a forniture di energia a basse emissioni di carbonio”, come “parte fondamentale della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio”. Una economia più circolare insomma potrebbe svolgere un ruolo chiave nell'aiutare l'Europa e il mondo a raggiungere i suoi obiettivi climatici e contribuire a salvare così il pianeta.

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