Stretta Ue su auto inquinanti: "Multe a chi viola limiti e un fondo per i cittadini colpiti da transizione"

Il Parlamento europeo chiede una riduzione più decisa delle emissioni dei veicoli. E invita la Commissione a istituire un fondo per favorire il passaggio all'elettrico delle fasce sociali più deboli e per aiutare i lavoratori degli stabilimenti a rischio

Più che l'innalzamento dei limiti delle emissioni di auto e furgoni, la novità dell'accordo raggiunto a Strasburgo sulla lotta ai veicoli inquinanti riguarda il fondo per coprire i costi sociali della transizione ecologica, sia per coloro che non hanno mezzi economici sufficienti per cambiare auto, sia per i lavoratori del settore a rischio. Un fondo che dovrebbe essere alimentato dalle multe comminate ai produttori che non rispettano i nuovi limiti. 

E' la proposta avanzata nel testo concodato da Parlamento e ministri Ue e che la Commissione europea dovrà valutare e, eventualmente, mettere in pratica entro il 2023. Nulla di definitivo, insomma. Nonostante le preoccupazioni espresse in varie parti d'Europa sulla carenza di misure che aiutino le fasce più povere della popolazione a far fronte al passaggio dal diesel all'elettrico, tanto per citare un esempio. Di sicuro, nella legislazione approvata a Strasburgo, ci sono al momento i tagli alle emissioni da raggiungere tra il 2021 e il 2030: una riduzione del 37,5% per le nuove auto, e del 31% per i nuovi furgoni.  

Chi non rispetterà questi limiti, sarà sanzionato. E la "Commissione europea dovrà valutare se destinare o meno tali importi a un fondo specifico per la transizione verso una mobilità a emissioni zero e per sostenere la formazione dei lavoratori del settore automobilistico", si legge in una nota del Parlamento.

La nuova legge prevede che l'intero ciclo di vita delle emissioni delle autovetture sia valutato a livello europeo. La Commissione dovrà inoltre valutare l'opportunità di disporre di una metodologia comune per la valutazione e di una comunicazione coerente dei dati entro il 2023. Se necessario, dovrebbe essere varata una normativa in materia. "Come Parlamento - afferma la relatrice maltese Miriam Dalli (Socialisti & Democratici) - ci siamo fortemente battuti per salvaguardare l'integrità ambientale della proposta e apportare reali benefici in termini di salute, protezione consumatori e innovazione per i cittadini europei. Abbiamo raggiunto questo obiettivo nonostante la feroce opposizione dell'industria automobilistica e di alcuni Stati membri che hanno rifiutato di riconoscere le opportunità derivanti da un obiettivo più ambizioso".

Il settore dei trasporti è l'unico settore dell'Ue che non ha registrato un calo significativo delle emissioni di gas serra dal 1990. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, tra tutti i mezzi di trasporto dell'Ue, quello su strada genera la quota maggiore di emissioni di gas a effetto serra (72,9% nel 2016), ed è responsabile di circa il 20% delle emissioni totali di gas serra dell'Ue.

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L'accordo raggiunto tra Parlamento e ministri Ue dovrà ora essere ratificato in via definitiva dal Consiglio degli Stati membri.  

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