Monsanto Papers, Verdi chiedono la testa del direttore dell'Efsa

L'Agenzia di Parma ha assolto il diserbante glifosato della multinazionale Usa dalle accuse di essere cancerogeno ignorando il rapporto dell'OMS. Ecologisti al Parlamento Ue, si dimetta il direttore.

Protesta contro Monsanto. Bruxelles. ANSA-EPA/STEPHANIE LECOCQ

"I Monsanto Papers hanno screditato il lavoro dell'Efsa è inaccettabile che il suo direttore sia ancora al suo posto". Per l’eurodeputata verde francese Michèle Rivasi, Bernard Url, dal giugno 2014 ai vertici dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare della Ue con sede a Parma, deve andarsene. La causa è da ritrovare nel giudizio assolutorio preventivo che la stessa Agenzia Ue avrebbe dato al glifosato, il famoso erbicida prodotto dalla multinazionale statunitense e che è stato additato dalla OMS come cancerogeno.“Prima di iniziare il suo esame sullo studio Iarc/Oms sulla cancerogenicità dell'erbicida glifosato, l'autorità per la sicurezza alimentare Ue, l'Efsa, aveva già deciso di bocciarlo”, l’accusa lanciata mercoledì dai verdi con una conferenza stampa a Bruxelles.

Bocciato da OMS, approvato da EFSA

L’Agenzia di Parma, a differenza dell’Organizzazione mondiale della salute, nella sua valutazione del 12 novembre 2015 indica che “è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l'uomo” e, quindi, nello stesso documento, propone dei livelli di sicurezza per rendere controllare i residui di glifosato negli alimenti. In sostanza l’Agenzia Ue ne fa una questione di quantità con cui l’uomo ne viene a contatto, fissando anche una soglia di esposizione, pari a 0,5 mg per kilo corporeo come soglia di rischio. Su questa valutazione la Commissione ha ampliato l’autorizzazione al glifosato fino al dicembre 2017, in attesa di una decisione degli Stati membri sul futuro del più utilizzato diserbante nei campi e nei giardini della Ue.

I verdi non ci stanno ed hanno portato a Bruxelles l'inchiesta depositata presso il tribunale di San Francisco che parte da 250 denunce di agricoltori o di loro familiari che accusano l'erbicida Round Up, il più noto e venduto composto contenente glifosato, di causare il linfoma non Hodgkin. Le indagini hanno portato alla pubblicazione di oltre 10 milioni di pagine di documenti, 8,5 milioni dei quali riservati – i cosiddetti Monsanto Papers – da cui, secondo i verdi, emerge proprio questo giudizio assolutorio preventivo da parte dell’Efsa.

La richiesta di dimissioni per il suo Direttore esecuvito Url non è la prima contro la cupola dell’Agenzia di Parma, accusata a più riprese da diverse ONG e dagli stessi ecologisti del Parlamento Ue di ascoltare troppo le voci dell’industria e di presentare nel proprio organigramma troppi casi di conflitti di interesse.

Vietato accesso Parlamento Ue a rappresentanti Monsanto 

Intanto l'affaire glifosato ha già fatto una prima vittima: i rappresentanti della Monsanto non potranno accedere al Parlamento Ue perché si sono rifiutati di partecipare all'audizione congiunta delle Commissioni Ambiente-salute pubblica ed Agricoltura proprio sul caso 'Monsanto Papers e Glifosato'. "E' un'ottima decisione", sottolinea il co-capogruppo dei verdi Philippe Lamberts, "di fronte alle gravi pratiche mostrate dai Monsanto Papers, che potremmo assimilare a quelle della mafia, la società agrochimica sembra voler seguire una strategia non collaborativa e di insulto verso le istituzioni".

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