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Martedì, 25 Gennaio 2022
Energia

Stop ai contratti per il gas fossile dal 2049, Bruxelles punta su idrogeno e biogas

Le proposte della Commissione europea per promuovere la decarbonizzazione del settore energetico. Confermata la stretta sulle emissioni di metano

La Commissione ha proposto  un nuovo pacchetto legislativo per promuovere la decarbonizzazione del settore energetico e aumentare la sicurezza energetica dell’Ue. Da un lato, si sfrutteranno i gas rinnovabili a basse emissioni di carbonio (come l’idrogeno). Dall’altro, si ridurranno dell’80% le emissioni di metano entro la fine del decennio.

Entrambe queste azioni, nei piani dell’esecutivo di Ursula von der Leyen, serviranno a centrare gli obiettivi del programma Fit for 55, cioè la riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050. Ai medesimi obiettivi si lega anche, a livello internazionale, il Global methane pledge siglato alla Cop26 da oltre 100 Paesi su iniziativa dell’Ue e degli Stati Uniti, che impegna i firmatari a ridurre del 30% le proprie emissioni di metano (rispetto ai livelli del 2020) entro il 2030.

Secondo Kadri Simson, commissaria all’Energia, “stiamo creando le condizioni per la transizione verde nel nostro settore del gas, promuovendo l’uso di gas puliti”, per cui è cruciale “la creazione di un mercato competitivo dell’idrogeno con infrastrutture dedicate”. E ha aggiunto: “Le nostre proposte rafforzano anche la sicurezza dell’approvvigionamento di gas e migliorano la solidarietà tra gli Stati membri, per contrastare gli shock dei prezzi e rendere il nostro sistema energetico più resiliente”. Come richiesto da alcuni Stati membri, infatti, è stato proposto un sistema comune di stoccaggio così come l’opzione di acquisto collettivo.

Meno metano per tutti

Per ridurre le emissioni di metano, uno dei gas serra più inquinanti, Bruxelles intende adottare un’ampia gamma di misure di monitoraggio, introducendo parametri stringenti per i settori energetici alimentati con combustibili fossili (petrolio, gas e carbone). Con le nuove regole, alle aziende sarà richiesto di misurare e quantificare le proprie emissioni, nonché di rimediare ad eventuali perdite di metano nelle loro operazioni. Le pratiche di flaring (la combustione controllata del gas naturale durante l’estrazione) e venting (il rilascio diretto di gas nell’atmosfera) saranno vietate, seppur con limitate eccezioni.

Ma il monitoraggio non si limiterà alla dimensione interna all’Ue: verranno considerate anche le emissioni derivanti dalle importazioni di questi stessi combustibili in Europa, in quello che diventerebbe lo standard più elevato di misurazione, segnalazione e verifica (Mrv) a livello globale. L’approccio proposto dalla Commissione si divide in due fasi. In primo luogo, gli importatori di combustibili fossili dovranno riportare le informazioni relative all’Mrv del metano, che verranno riportate in “strumenti di trasparenza” (cioè delle banche dati pubbliche che permetteranno un monitoraggio costante e puntuale). D’altro canto, Bruxelles si impegnerà in un’interlocuzione diplomatica con i partner internazionali dell’Ue per tenere sotto controllo le emissioni di metano a livello globale, rivedendo anche il regolamento europeo sul metano entro il 2025. 

Gas naturale e idrogeno

Quanto al gas naturale, la Commissione vuole accelerare sul passaggio dal gas fossile a quelli rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, soprattutto idrogeno e biometano, rafforzando nel complesso la resilienza dell’intero sistema europeo del gas. Vuole creare un mercato comune per l’idrogeno, per incentivare gli investimenti e promuovere lo sviluppo infrastrutturale, senza dimenticare il commercio con i Paesi terzi. Una nuova struttura di governance, la Rete europea degli operatori di rete per l’idrogeno (Ennoh), promuoverà il coordinamento tra Stati membri e la realizzazione delle infrastrutture di connessione transfrontaliera. Bruxelles mira a elaborare un quadro comune per elettricità, gas e idrogeno, da allineare ai piani nazionali su energia e clima così come a quello europeo, decennale, sullo sviluppo della rete.

Dato che l’obiettivo generale è quello di aumentare l’utilizzo di gas rinnovabili, le regole proposte dalla Commissione agevoleranno l’accesso degli operatori in questo settore alle reti esistenti del gas, eliminando le tariffe ridondanti. Questo, insieme a nuove norme sulla certificazione dei combustibili stessi, dovrebbe permettere agli Stati Ue di confrontare efficacemente i gas rinnovabili con quelli fossili, considerandoli nel proprio mix energetico. Per aprire la strada ai primi ed evitare che i secondi continuino a essere utilizzati dai vari Paesi, Bruxelles ha proposto di bloccare il rinnovamento dei contratti per il gas naturale dopo il 2049. Contemporaneamente, la fornitura di gas rinnovabili dovrebbe diventare conveniente anche per i consumatori finali.

Sicurezza energetica

Di questi tempi, tra l’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi dell’energia, l’attenzione della Commissione è tutta puntata sulla questione della sicurezza energetica. L’esecutivo comunitario ha proposto di migliorare la resilienza del sistema del gas e di rafforzare allo stesso tempo la sicurezza degli approvvigionamenti, anche su richiesta degli Stati membri. Anche a questo dovrebbero servire i meccanismi di acquisto collettivo (su base volontaria) proposti da Bruxelles, oltre che a permettere condizioni di mercato più favorevoli. Allo stesso modo, verrà promosso un approccio più strategico allo stoccaggio del gas, il quale verrà considerato nelle valutazioni complessive sulla sicurezza energetica nazionale e comunitaria. Tutto questo si rende necessario, secondo la Commissione, in seguito all’evoluzione precipitosa della situazione geopolitica internazionale, con specifico riferimento all’affidabilità delle forniture di gas naturale dalla Russia, che esse avvengano attraverso l’Ucraina, la Bielorussia o il Mar Baltico (tramite il controverso, e ancora inattivo, gasdotto Nord Stream 2).

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