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Giovedì, 22 Febbraio 2024
L'innovazione / Belgio

Così le cozze possono salvare le spiagge dall'erosione

Al largo del Mare del Nord dei ricercatori belgi hanno installato corde piene di mitili, che sviluppandosi creano una biodiversità capace di opporsi alle correnti

Una barriera naturale a base di cozze per combattere l'erosione costiera. Questa la soluzione che sta sperimentando il Belgio grazie ad un consorzio di istituti di ricerca e imprese. La struttura di mitili potrebbe limitare gli effetti dannosi delle potenti correnti del Mare del Nord sviluppando al tempo stesso la biodiversità. Una soluzione che potrebbe interessare anche l'Italia, alle prese soprattutto nelle regioni del Nord-Est con un'allarmante erosione delle spiagge, dove il consumo provocato dal mare viene aggravato dall'abusivismo edilizio e da un eccesso di attività turistiche. 

Barriera di corde

L'idea alla base prevede di installare delle corde sul bordo dell'acqua profonda alle quali possono aggrapparsi le larve dei mitili. A quel punto in maniera naturale avviene la crescita dei molluschi raggruppati su linee verticali. Viene quindi a costituirsi progressivamente una barriera naturale alle correnti, che si colloca in uno spazio intermedio tra l'acqua bassa e quella profonda dove la sabbia viene spazzata via con forza.
In molti luoghi tradizionalmente vengono sviluppate e applicate tecniche di salvataggio della sabbia per la protezione costiera: piantagione di dune, banchi di sabbia artificiali di ogni tipo.


Non sempre però queste soluzioni risultano accessibili. L'esperimento scientifico, battezzato Coastbusters, è frutto di una ricerca dell'Istituto di ricerche per l'agricoltura, la pesca e l'alimentazione (Ilvo) e Vliz, a cui si sono associate imprese belghe specializzate nella costruzione di strutture offshore. Condotto per sei anni a due chilometri al largo della stazione di La Panne, vicino al confine francese, i suoi risultati sono stati presentati in ottobre a Ostende, la cittadina sulla costa nord del Belgio dove avvengono le principali sperimentazioni marine del Paese. Finanziato con due milioni di euro di fondi pubblici dalla regione delle Fiandre, insieme ad un altro milione da soggetti privati, il progetto sperimentale punta ora ad attrarre i governi affinché possano svilupparlo su larga scala con i finanziamenti necessari.



Un nuovo ecosistema


L'esperimento prevede anche una seconda fase. Diventate troppo pesanti per essere sostenute dalla corda, le cozze cadono da sole a ciuffi sul fondo dell'acqua, dando vita ad un nuovo ecosistema.
"Attorno alle cozze si sviluppa un habitat per tutte le specie viventi, ed è il fatto che scendano sul fondo che creerà la barriera corallina", ha sottolineato Alexia Semeraro, ricercatrice dell'Ilvo.
Quella che si forma è una "barriera biogenica" che serve a stabilizzare i sedimenti sospesi nell'acqua sul terreno. In questo modo si limita l'erosione in una zona marittima che soffre per le potenti correnti e le onde che talvolta superano diversi metri di altezza. Cozze e vermi di muratura di sabbia si sono rivelate le migliori specie pioniere della costruzione della barriera corallina rispetto alle ostriche e alle alghe.

A causa dei cambiamenti climatici la costa belga, così come quella di altri Paesi inclusa l'Italia, è esposta sempre più spesso al rischio di tempeste di crescente intensità. Come ha spiegato Tomas Sterckx, coordinatore del progetto Coastbusters,  le corde di cozze costituiscono delle "linee di protezione biologica sottomarina", costruite sfruttando tecniche di acquacoltura. Il manager, specializzato nel campo dell'innovazione e della ricerca, ha precisato però che questo sistema non sostituirà l'aggiunta di sabbia per rafforzare la costa.
 Le barriere di mitili rappresentano piuttosto una "prima linea di difesa contro le tempeste", rappresentando una chiave nella lotta contro l'erosione. 
"Consideriamo ora la gestione delle zone costiere come un approccio globale all'intera fascia costiera. Le linee di protezione biologica subacquee si stanno dimostrando una tecnica promettente", ha sottolineato Sterckx. 

Compatibilità con ambiente e pesca


Poiché il Mare del Nord è uno dei mari più agitati non si può mai escludere che i materiali possano essere danneggiati ed entrare nell’ecosistema marino. Per questo motivo all’interno del progetto Coastbusters si è unita la società Sioen, capace di identificare le bioplastiche che si biodegradano lentamente in condizioni marine. Le boe e le ancore che al largo di La Panne collegavano le corde ai due reef sperimentali realizzati a partire dal 2017 sono state rimosse. Questo per rispettare i requisiti di tutela della fauna e della flora dato che si tratta di un'area classificata come Natura 2000, quindi particolarmente sensibile sul piano ambientale. Secondo i ricercatori gli effetti positivi della barriera di mitili ha già prodotto due possibili benefici ambientali.

"I siti di ricerca attraggono molta vita marina aggiuntiva e quindi promuovono con successo la biodiversità. In secondo luogo, le cozze sono animali filtranti che ottengono i loro nutrienti dall'acqua. Quindi l'effetto netto è acqua di mare pulita", ha messo in luce Alexia Semerano, ricercatrice marina presso l'Ilvo. Questo sistema pone però dei problemi per l'industria della pesca, dato che una striscia di barriera di protezione costiera non sarebbe appropriata per la pesca a strascico. Per questo motivo si sta esplorando una combinazione con la pesca passiva di ultima generazione. L'Istituto fiammingo ha già studiato la fattibilità della cultura sospesa di cozze e ostriche con la pesca in vaso, che punta a recuperare seppie e aragoste.

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