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Un relitto di una nave nella zona di esclusione a Chernobyl - foto archivio Ansa EPA/SERGEY DOLZHENKO

Un relitto di una nave nella zona di esclusione a Chernobyl - foto archivio Ansa EPA/SERGEY DOLZHENKO

Torna la paura a Chernobyl, la centrale potrebbe aver contaminato di nuovo un fiume della zona

Per renderlo navigabile è stato dragato in più punti, anche nella zona di esclusione, ma c'è il rischio che così siano stati fatti riemergere fanghi radioattivi che ora si sarebbero sparsi nelle acque

Il fiume che scorre vicino al reattore nucleare della centrale abbandonata di Chernobyl potrebbe essere di nuovo contaminato. A lanciare l'allarme alcuni scienziati e ambientalisti che hanno avvertito dei rischi legati a un progetto di dragaggio che è stato messo in atto per creare una rotta di navigazione interna, potenzialmente facendo però riemergere fanghi radioattivi del disastro del 1986 che potrebbero contaminare l'acqua potabile per 8 milioni di persone in Ucraina.

I rischi del dragaggio

Come racconta il Guardian il dragaggio del Pripyat è iniziato a luglio e fa parte di un progetto internazionale per creare il corso d'acqua lungo duemila chilometri, denominato E40, che collega il Mar Baltico e il Mar Nero, passando per Polonia, Bielorussia e Ucraina. Il fiume, che scorre a 2,5 chilometri dal reattore tristemente famoso per essere stato il luogo del peggiore disastro nucleare della storia, sarebbe già stato dragato in almeno sette luoghi diversi, cinque dei quali si trovano entro 10 chilometri dal reattore, secondo quanto denunciato dalla coalizione Save Polesia. Ciò andrebbe contro le raccomandazioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) secondo cui la zona dovrebbe rimanere indisturbata a causa della contaminazione di lunga durata derivante dall'esplosione avvenuta nell'era sovietica.

Lo studio

La Ong francese Association pour le Contrôle de la Radioactivité dans l'Ouest (Acro) ha condotto uno studio commissionato dalla Società zoologica di Francoforte in cui ha avvertito che "la costruzione dell'E40 avrà un impatto radiologico sui lavoratori edili e sulla popolazione che dipende dai fiumi”. “Il fatto che vogliano costruire una diga e avere barche che passano proprio vicino al del reattore di Chernobyl per me è incredibile. Quella è la parte più contaminata della zona di esclusione”, ha dichiarato al quotidiano britannico il ricercatore capo, il dottor David Boilley, fisico nucleare e presidente di Acro.

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