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Venerdì, 12 Aprile 2024
Crisi energetica / Germania

Berlino ascolta Greta: rinviato lo spegnimento delle centrali nucleari

Thunberg aveva sostenuto la necessità di prolungare l’attività dei reattori per scongiurare un ritorno al carbone. A meno di una settimana dalle sue parole arriva la retromarcia di Scholz

Greta Thunberg non ha parlato invano. Le parole della giovane ambientalista contro la chiusura delle centrali nucleari tedesche, eventualmente da rimpiazzare con la riapertura di quelle a carbone, hanno sortito un effetto dirompente. Dopo mesi di divisioni interne al governo di Berlino sul prolungamento o meno dell’attività delle centrali nucleari, il cancelliere Olaf Scholz ha deciso di prendere in mano il dossier e chiedere che gli unici tre impianti ancora in funzione nel Paese non vengano spenti. 

Nello specifico, Scholz ha deciso che i ministeri dell'Economia, dell'Ambiente e delle Finanze creino la base giuridica per prolungare, almeno fino al 15 aprile 2023, l'attività di tutte e tre le centrali nucleari ancora operative. Di fatto, si tratta dell'ok di Berlino alla linea dettata da Thunberg che ha sconfessato quanto sostenuto dagli ambientalisti tedeschi.

Il governo della Germania, di cui fanno parte anche i Verdi, è diviso da mesi al suo interno sul destino dei reattori. Di fronte al dilemma se chiudere o meno le ultime tre centrali nucleari che la Germania aveva in programma di spegnere entro l’anno, Berlino aveva dapprima deciso di estendere la durata di due impianti e di spegnerne un terzo nel 2022. Una scelta che ha deluso sia i Verdi che i difensori dell’energia nucleare. Poi le parole dell’attivista svedese hanno smosso qualcosa. 

L’attivista per il clima, durante un’intervista a un canale televisivo tedesco mandata in onda la settimana scorsa, ha detto che “sarebbe un errore spegnere” i reattori “se stanno già funzionando per poi passare al carbone”. La leader dei Fridays for future ha inoltre sostenuto che è “una cattiva idea” fare affidamento sul carbone finché ci sono altre fonti a disposizione, incluso il nucleare. Thunberg non ha sostenuto la necessità di chiudere le centrali nucleari neanche quando sarà terminata l’attuale crisi energetica. “Dipende da cosa succede”, si è limitata a rispondere l’ecologista. 

Dopo le raffinerie, gli scioperi bloccano anche la centrale nucleare più potente di Francia

“Verrà creata la base giuridica per consentire il funzionamento delle centrali nucleari Isar 2, Neckarwestheim 2 ed Emsland oltre il 31 dicembre 2022 fino al 15 aprile 2023”, ha affermato oggi Scholz in una nota, dando implicitamente ragione alla linea dettata da Thunberg.

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