Belgio, i fiamminghi dell’N-Va pronti a realizzare una nuova centrale nucleare

La costruzione nel programma elettorale della 'Lega' del Paese. Affiancherebbe i reattori più giovani delle centrali già esistenti, per i quali si vorrebbero altri dieci anni di proroga

Nucleare in Belgio

Nucleare, ancora nucleare. Il partito fiammingo dell’N-Va, una sorta di Lega del Belgio, ha intenzione di rilanciare la produzione di energia da atomo. Un programma che prevede la realizzazione di una nuova centrale e il mantenimento in servizio per altri dieci dei reattori più ‘giovani’ delle due centrali attualmente esistenti, Tihange e Doel.

L’idea fa parte del programma politico messo a punto dal partito in vista del doppio appuntamento elettorale di maggio, e presentato in occasione del congresso del partito. I belgi non saranno chiamati solo a partecipare alle elezioni europee, ma nello stesso giorno voteranno anche per eleggere il nuovo parlamento federale. L’N-Va ha fatto parte del governo belga in questa legislatura, salvo poi lasciare per divergenza di vedute sull’immigrazione con il partito liberale. I nazionalisti fiamminghi ora ci riprovano. La strada che può (ri)portare al governo è quella delle politiche energetiche, tema sensibile nel regno.

Il Belgio ha sposato il nucleare alla fine degli anni Sessanta. Doel, una delle due centrali attive, è costituita da quattro reattori, realizzati tra il 1969 e il 1978. Tihange, l’altro sito, è costituita da tre reattori completati rispettivamente tra 1970 e 1975, tra 1976 e 1982, e tra 1978 e 1985. Ogni reattore è concepito per un ciclo di vita di 40 anni, ma l’impiego dei reattori più giovani è stato esteso fino al 2025. L’N-Va è dell’idea che il Belgio nel 2025 non debba uscire dal nucleare e gioca la doppia carta: ulteriore prolungamento dei reattori più giovani di Doel e Tihange, e costruzione di una nuova centrale “se economicamente redditizio”.

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Una formula, quest’ultima utilizzata per rassicurate gli elettori che non si sprecheranno soldi pubblici. Che però finiranno lì, nell’energia nucleare. Perché non uscire vorrebbe dire non avere più prezzi abbordabili e non poter eliminare sei milioni di tonnellate di CO2 all’anno. È questo, quello che dicono dal partito. “Per fare un esempio, è come se ritirassimo tutte le vetture da tutte le strade delle Fiandre, e per dieci anni”, sottolinea Anneleen Van Bossuyt, esponente N-Va. L’idea dell’N-Va “è completamente folle”, la reazione immediata dei Verdi fiamminghi. Anche loro in doppia campagna elettorale."Questa giornata sembra organizzata dalla lobby del nucleare", criticano. Il dibattito tutto belga sull'atomo si riaccende.

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