Auto elettriche, 7 Paesi Ue finanziano l'industria delle batterie. C'è anche l'Italia

La Commissione ha dato l'ok al progetto che punta a provare a colmare l'enorme gap con i grandi produttori asiatici, Cina in testa, che al momento dominano il mercato

C'è anche l'Italia nel gruppo dei sette Paesi che hanno deciso di sostenere la corsa allo sviluppo nel settore delle batterie per auto elettriche, con finanziamenti pubblici da 3,2 miliardi di finanziamento, e provare a colmare così il gap con i Pesi asiatici, Cina in testa.

5 miliardi supplementari

Il progetto di comune interesse europeo (Ipcei), che dovrebbe permettere di mobilitare 5 miliardi supplementari in investimenti privati, ha ricevuto l'autorizzazione della Commissione europea ai sensi delle regole sugli aiuti di Stato e dovrebbe coprire gli anni fino al 2031. L'obiettivo dei sette Stati, che oltre al nostro comprendono Germania, Belgio, Finlandia, Francia, Polonia è Svezia, è quello di provare a conquistare maggiori quote in un mercato che nel 2025 potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro, sviluppando l'intera catena del valore e riducendo la dipendenza dalle importazioni.

Lo strapotere cinese

Al momento il 51% delle batteria che muovono i veicoli ecologici sono prodotte in Cina, il 21% in Corea del Sud e il 16% in Giappone. L'Europa si fermi a un misero 2%. Il progetto europeo coinvolge 17 partecipanti diretti, tra cui molte Pmi, che collaboreranno tra loro e con oltre 70 partner esterni compresi organismi pubblici di tutta la Ue, e fa parte dell'azione Ue per il passaggio alla neutralità climatica. La Commissione ha lanciato l'iniziativa European Battery Alliance con gli Stati membri interessati e le parti del settore alla fine del 2017 e ha adottato un piano d'azione strategico per le batterie a maggio 2018.

I finanziamenti

All'interno di questo nuovo progetto il Belgio ha chiesto l'autorizzazione a concedere finanziamenti per circa 80 milioni, la Finlandia per circa 30 milioni, la Francia per circa 960 milioni, la Germania per circa 1,25 miliardi, l'Italia per circa 570 milioni, la Polonia per circa 240 milioni e la Svezia per circa 50 milioni. Le imprese italiane coinvolte nel progetto che riguarda i settori dei materiali innovativi, delle celle, dei sistemi di batterie, del riciclaggio e della raffinazione, sono Faam, Endurance, Enel X, Kaitek e Solvay.

Il meccanismo di recupero

Una quota significativa degli utili aggiuntivi realizzati dai partecipanti sarà condivisa con i contribuenti mediante un meccanismo di recupero. In altri termini, se i progetti si riveleranno efficaci, generando entrate nette supplementari al di là delle proiezioni, le imprese restituiranno ai rispettivi Stati membri una parte del denaro dei contribuenti ricevuto.

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Sostegno all'innovazione

Il progetto sostiene lo sviluppo di tecnologie altamente innovative e sostenibili per le batterie agli ioni di litio (elettrolita liquido e stato solido) che hanno una durata maggiore, tempi di ricarica più brevi oltre ad essere più sicure ed ecologiche di quelle attualmente disponibili. Il progetto comporta attività di ricerca ambiziose e rischiose per realizzare innovazioni che vadano oltre lo Stato dell'arte in tutta la catena del valore delle batterie, dall'estrazione e lavorazione delle materie prime, alla produzione di sostanze chimiche avanzate, alla progettazione di celle e moduli di batterie e alla loro integrazione nei sistemi intelligenti, al riciclaggio e alla ridestinazione delle batterie usate. Le innovazioni mireranno inoltre specificamente a migliorare la sostenibilità ambientale in tutti i segmenti della catena del valore delle batterie, con l'obiettivo di ridurre l'impronta di Co2 e i rifiuti generati nei differenti processi di produzione e di mettere a punto processi di smantellamento, riciclaggio e raffinamento sostenibili e rispettosi dell'ambiente, in linea con i principi dell'economia circolare.

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