"Il 2020 sarà l'anno dell'auto elettrica europea"

Secondo gli analisti, le nuove norme Ue dovrebbero portare a un boom dei veicoli "puliti" prodotti e venduti sul mercato del Vecchio Continente. Tra i modelli più attesi, anche la nuova Fiat 500

Il 2020 sarà per l'Europa l'anno dell'auto elettrica. Almeno stando alle previsioni degli analisti. E tra le vetture protagoniste di questa svolta ecologica, sempre secondo gli esperti, ce ne sarà anche una italiana. 

A partire da gennaio, scrive il Guardian, sul mercato Ue arriverà "un'ondata di nuovi modelli", e questo perché "i più grandi produttori del mondo sono impegnati a ridurre in tempi rapidi le emissioni di anidride carbonica dei loro prodotti". Se "i modelli elettrici precedenti erano principalmente destinati a mercati di nicchia", scrive ancora il quotidiano inglese, "il 2020 vedrà il lancio di modelli elettrici di punta con nomi familiari, come la Mini, la Vauxhall Corsa e la Fiat 500".

Il numero di modelli di veicoli elettrici disponibili per gli automobilisti europei passerà da meno di 100 a 175 entro la fine del 2020, secondo la società di dati IHS Markit. Entro il 2025 ce ne saranno più di 330. La nuova offerta si rivolge a un mercato in rapida espansione: secondo LMC Automotive, ben 540mila auto elettriche saranno vendute in tutta l'Ue nel 2020, rispetto alle 319mila del 2019.

A favorire questa crescita contribuiranno senza dubbio le nuove norme dell'Unione europea, che entreranno in vigore da gennaio e che penalizzeranno pesantemente le case automobilistiche se le emissioni medie di anidride carbonica delle auto vendute supereranno i 95 grammi per chilometro. Superato questo limite, le case dovranno pagare una multa di 95 euro per ogni grammo aggiuntivo, da moltiplicare per il numero totale di auto vendute. Se tali regole fossero state applicate nel 2018, il conto per il settore auto europeo avrebbe raggiunto i 33,5 miliardi di euro, secondo l'analisi della società di consulenza automobilistica Jato Dynamics. 

A controbilanciare queste norme, pero', c'è una scappatoia, inserita soprattutto per venire incontro alle pressioni dei costruttori tedeschi, in base alla quale, per farla breve, ogni auto elettrica venduta verrà conteggiata due volte nel computo delle emissioni totali, abbassando dunque la media complessiva. "È molto difficile per le case automobilistiche cambiare le infrastrutture di produzione in così poco tempo", ha spiegato al Guardian un analista del settore.

E' vero anche che le auto elettriche continuano a costare molto più di quelle a benzina o diesel. I consulenti di Deloitte stimano che il mercato raggiungerà un punto di non ritorno nel 2022, quando il costo per l'acquisto e il mantenimento di un'auto elettrica sarà alla pari con quelle a benzina.

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