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Sabato, 2 Marzo 2024
Ambiente Francia

Macron blocca la legge Ue sulle rinnovabili in nome del nucleare

Pressing della Francia che vorrebbe più deroghe per l'energia atomica, e così l'approvazione della direttiva chiave della transizione energetica viene messa in pausa

Un ruolo (pesante) per l'energia atomica altrimenti salta la legislazione sulla transizione energetica. Questo il ricatto che la Francia starebbe mettendo in atto e che avrebbe spinto i Paesi dell'Ue a ritardare l'approvazione della direttiva sulle energie rinnovabili. La normativa, secondo quanto rivela Politico, sarebbe "ostaggio" delle priorità dettate da Emmanuel Macron, che in cambio della sua approvazione vorrebbe ottenere ulteriori deroghe in favore del nucleare.

Che fine ha fatto la transizione "green" promessa dall'Ue

La direttiva è parte integrante del pacchetto climatico Fit for 55 con cui gli Stati membri dell'Ue mirano a ridurre i gas serra del 55% entro il 2030, aumentando al contempo la quota di energie rinnovabili nel mix energetico dell'Ue fino al 42,5%. L'accordo provvisorio sulle regole era stato raggiunto a marzo. I colloqui erano stati duri e la Francia già allora aveva minacciato di silurare la legislazione se non fosse stato riconosciuto un ruolo del nucleare nell'alveo delle rinnovabili. La concessione è arrivata, ma l'Eliseo l'ha considerata marginale.

L'approvazione in seno al Consiglio era prevista in questi giorni, ma la Svezia, che detiene la presidenza di turno semestrale dell'Ue, ha preferito rimandarla per evitare che la legislazione deviasse in favore delle pretesi francesi. "La Francia è pazza", ha detto a Politico un diplomatico europeo, precisando come la rabbia nei confronti di Parigi provenisse "da tutte le parti". "Questa è la Direttiva sulle energie rinnovabili, non la direttiva sull'energia nucleare: è la Red, non la Ned", si sarebbe infuriato il rappresentante di un altro Paese dell'Ue.

La transizione energetica sarebbe quindi ritardata dalle priorità dell'Esagono, che nei mesi scorsi ha lanciato un'Alleanza pro-nucleare che punta a costruire fino a 45 nuovi grandi reattori nucleari e una serie di piccoli reattori modulari in tutta l'Unione europea entro il 2050. A Parigi il piano d'azione è stato lanciato da 15 Paesi Ue, tra cui l'Italia, e dal Regno Unito. I funzionari francesi hanno rifiutato di commentare.

La mossa ha ricordato quella a sorpresa della Germania, che all'inizio di quest'anno aveva provato a bloccare l'approvazione finale della legislazione dell'Ue finalizzata a vietare la vendita di nuove auto che emettono Co2 dal 2035. Dopo settimane di discussioni, Berlino era riuscita ad ottenere una concessione parziale dalla Commissione europea per tutelare un settore in cui è protagonista. "Non è una bella immagine", ha detto il secondo diplomatico. "Entrambi questi paesi dovrebbero essere leader in Europa... Stanno dando un pessimo esempio affinché gli altri seguano le politiche europee", ha concluso.

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