Martedì, 16 Luglio 2024
Non si fermano le proteste / Belgio

Gli agricoltori bloccano i centri di distribuzione dei supermercati: le conseguenze sugli scaffali

Le azioni si registrano in diversi depositi sparsi per il Paese delle grandi catene tra cui Lidl. Difficile prevedere i disservizi: "I negozi hanno livelli di stock diversi"

Gli agricoltori in mobilitazione fanno pressione sui governi e sull'Ue iniziando ad agire sul settore sul quale il loro impatto può naturalmente produrre le conseguenze maggiori, il comparto alimentare. Dopo il giovedì d'assedio a Bruxelles, la situazione nella capitale belga è in buona parte rientrata, e le proteste si stanno ora concentrando nei blocchi ai centri di distribuzione dei supermercati in varie zone del Paese.

L'impatto sulla grande distribuzione 

Gli agricoltori stanno impedendo l'accesso e l'uscita ai camion che che riforniscono i depositi dei supermercati delle grandi catene Colruyt, Delhaize e Lidl. Blocchi si registrano in particolare nei siti di  Ghislenghien e Ollignies, in Vallonia, della Colruyt, uno dei nomi della grande distribuzione più importanti in Belgio. Stessa situazione nel centro logistico di Halle.

"È inevitabile che i prodotti manchino dagli scaffali, in particolare quelli dei nostri siti di Ollignies e Ghislenghien", ha affermato la catena in un comunicato, precisando che "le scorte nei supermercati sono ancora presenti", seppur sia "difficile fornire dettagli definitivi perché i negozi hanno livelli di stock diversi". Blocchi si registrano anche nei depositi della catena fiamminga Delhaize ad Asse e Ninove, nelle Fiandre.

Le proteste si stanno concentrando soprattutto al confine con l'Olanda: come riporta la testata 31mag, nella provincia di Drenthe gli agricoltori hanno collocato depositi di cemento presso il complesso Jumbo mentre l’accesso i camion è impedito dai trattori anche in un centro di distribuzione Lidl a Heerenveen, così come al nel centor logistico del supermercato Aldi a Drachten.

"Le persone possono già notare le conseguenze dei blocchi oggi", ha detto questa mattina a Nos Radio 1 Journaal Marc Jansen, direttore dell’Ufficio centrale per il commercio alimentare. "La catena quotidiana della consegna è stata interrotta. I prodotti che entro stasera dovevano raggiungere i supermercati non arriveranno".

Il premier belga: "Basta blocchi, ora serve il dialogo"

 "Il segnale è stato dato. Lo abbiamo ricevuto sia a livello federale che a livello Ue. Oggi toccherà al governo fiammingo. C'è l'impegno a continuare a lavorare insieme nelle prossime settimane. Penso che sia giunto il momento di togliere i blocchi", ha detto il premier belga Alexander De Croo, alla guida della presidenza di turno Ue. "Il nostro approccio è stato quello di avviare le consultazioni mentre altri chiedevano di inviare l'esercito", ha sottolineato ai microfoni dell'emittente Vrt, auspicando "dialogo". 

La Comeos, Federazione belga per il commercio e i servizi, è pronta ad intraprendere le vie legali. "Il nostro lavoro principale di rifornire i nostri clienti è ora in pericolo. E quindi, i blocchi devono essere rimossi", afferma Dominique Michel, Ceo di Comeos, citato da Le Soir. "I supermercati si sono rivolti ai tribunali e abbiamo ordini di evacuazione. Se non ci saranno miglioramenti nelle prossime ore, i supermercati ne faranno davvero uso. Speriamo che questo non sia necessario e che i blocchi scompaiano".

"La situazione diventa precaria se i centri di distribuzione rimangono bloccati", ha affermato Michel. "Un centro di distribuzione è un anello particolarmente essenziale per l'approvvigionamento alimentare. Un unico centro di distribuzione consegna a centinaia di negozi", ha sottolineando affermando che, pur comprendendo "perfettamente la situazione degli agricoltori, ora c'è l'urgente necessità di liberare i centri di distribuzione in modo che l'approvvigionamento alimentare non sia compromesso. Se ciò non verrà fatto entro le prossime ore, seguirà un'azione legale".

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