Giovedì, 28 Ottobre 2021
Europa Today

Perché l'accordo globale contro i paradisi fiscali non fermerà i Pandora Papers

Le aziende con un fatturato inferiore ai 750 milioni di euro potranno ancora beneficiare delle aliquote basse applicate da alcuni Paesi, a partire dal 12,5% richiesto dall’Irlanda

Chi ha in soldi in un paradiso fiscale cade sempre in piedi. Questa è la conclusione che si può trarre dopo che anche l’Irlanda ha aderito alla proposta in sede Ocse per una tassazione minima al 15 per cento sulle società con un fatturato globale di almeno 750 milioni di euro. Il sistema fiscale ‘light’ che ha permesso a Dublino di attrarre le multinazionali del web e dell’high tech rimarrà infatti molto attraente per le aziende che vogliono pagare meno tasse.

L’Irlanda, al termine di un lungo tira e molla, ha infatti accettato di firmare la proposta della tassa minima al 15 per cento riuscendo a salvare la sua ‘sacrosanta’ aliquota al 12,5 per cento per le aziende che non raggiungono il fatturato di almeno 750 milioni. “È un passo indietro rispetto alle grandi aspettative riposte dai cittadini nella trattativa in sede Ocse per un fisco equo e solidale che potesse archiviare la vergognosa stagione dei paradisi fiscali”, è stato il commento di Fabio Massimo Castaldo, eurodeputato del Movimento cinque stelle e vicepresidente del Parlamento europeo. 

L’esecutivo di Dublino, inizialmente contrario alla proposta, ha dovuto tenere in conto il probabile danno alla reputazione del Paese che avrebbe generato un ‘no’ al progetto di riforma accettato da 136 nazioni e che vede la contrarietà di soli quattro Paesi: Kenya, Nigeria, Pakistan e Sri Lanka. "L’aliquota di partenza proposta dagli Stati Uniti di Biden e da molti Stati europei era del 21 per cento”, ha ricordato Castaldo. A conti fatti, ha aggiunto l’eurodeputato “con una aliquota al 15 per cento, l’Italia recupererà appena 2,7 miliardi di euro di gettito, contro i 7,6 miliardi che avrebbe recuperato se l’aliquota fosse stata del 21 per cento”. In altre parole, oltre la metà del gettito si è persa nella strada dei negoziati. 

Il ministro delle Finanze irlandese Paschal Donohoe, che è anche presidente dell’Eurogruppo, secondo la testata online Politico ha ricevuto rassicurazioni dalla commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager che in una riunione a Bruxelles all'inizio di questa settimana ha garantito che le aziende con un fatturato inferiore a 750 milioni di euro beneficeranno ancora dell'aliquota fiscale più bassa offerta dal sistema irlandese, quella del 12,5 per cento. Tuttavia, circa 1.500 grandi multinazionali operanti in Irlanda saranno soggette alla nuova aliquota, anche se le grandi aziende potranno avvalersi di detrazioni fiscali per ricerca e sviluppo.

“I paradisi fiscali - è la denuncia di Castaldo - creano un danno di credibilità enorme per la nostra Europa e sono la principale causa di perdita di gettito per le finanze pubbliche, come dimostra anche l’inchiesta giornalistica dei Pandora Papers”. “Con queste risorse potremmo tagliare la tasse alle piccole e medie imprese e sostenere i cittadini più in difficoltà”, ha concluso l’eurodeputato con rammarico.

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