Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attenti solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Brexit, bagarre al Parlamento Ue: fischi contro Ursula von der Leyen

La presidente della Commissione rende omaggio ai britannici che hanno votato per restare nell'Unione. Protesta del partito di Farage

 

"Se guardo l'emiciclo, i coraggiosi eurodeputati a favore del Remain, posso solo dire che mi dispiace: ci mancherete tanto. Grazie per il vostro coraggio". Sono bastate queste parole, pronunciate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante un dibattito al Parlamento di Strasburgo, a far scattare i fischi e le urla dei deputati del Brexit party, la formazione guidata da Nigel Farage

Ai brexiteer duri e puri non è piaciuto l'omaggio reso da von der Leyen a chi si è sempre opposto all'uscita del Regno Unito dall'Ue. E lo hanno fatto sentire, come d'abitudine, con buu e grida nei confronti della presidente dell'Esecutivo comunitario. La quale, senza scomporsi, ha replicato ironicamente: "Non sentiremo mai la mancanza di quelli che strepitano e urlano, senza di voi continueremo a costruire un partentariato con il Regno Unito".

Al di là della bagarre in Aula, nel suo intervento a Strasburgo von der Leyen ha ribadito la posizione dell'Ue in vista dei futuri negoziati sui rapporti commerciali con il Regno Unito: la nuova partnership "dovrà essere la più stretta possibile - ha detto - Sarà chiaramente diversa da quella di oggi: il Regno Unito sarà un Paese terzo. Se non riusciremo a chiudere un accordo entro la fine del 2020 - ha avvertito - avremo davanti a noi un'altra situazione sull'orlo del precipizio. Ciò danneggerebbe chiaramente i nostri interessi. Ma avrebbe un impatto maggiore sul Regno Unito che su di noi". "Alla fine spero che avremo una partnership senza precedenti. Non è la fine di qualcosa, ma l'inizio di un rapporto tra vicini. Voglio che diventiamo buoni vicini con i nostri amici nel Regno Unito. Lunga vita all'Europa", ha concluso.

Potrebbe Interessarti

Torna su
EuropaToday è in caricamento