Semaforo verde al glifosato: la Commissione Ue rinnova la licenza per 5 anni

No all'iniziativa popolare che, forte di 1.3 milioni di firme, ne chiedeva il bando. Sì da Bruxelles a una maggiore trasparenza nelle procedure di autorizzazione dei pesticidi. Previsti anche più fondi per l'Agenzia sulla sicurezza alimentare di Parma.

©EU/AP.

Via libera al rinnovo della licenza per il glifosato per 5 anni in Europa. La decisione, presa oggi dalla Commissione Ue, chiude settimane di battaglie tra gli Stati membri e tra le istituzioni comunitarie e chiude, più o meno completamente, la porta in faccia all'iniziativa popolare che, forte di 1,3 milioni di firme, chiedeva la messa al bando dell'erbicida più famoso al mondo. In risposta a questa petizione, Bruxelles si impegna comunque a proporre entro la prossima primavera delle modifiche ai regolamenti in modo da aumentare la trasparenza della procedura di autorizzazione dei pesticidi.

Intrigo glifosato: veleno per l'uomo o un bene per l'agricoltura?

Intanto il glifosato ha di nuovo il nulla osta comunitario, una decisione che non è piaciuta  per nulla a un gruppo di eurodeputati, tra loro il 5 Stelle Piernicola Pedicini, che ha promesso oggi di impugnare la decisione della Commissione e di provare a chiedere un blocco delll'autorizzazione. Per riuscirci Strasburgo dovrebbe decidere di votare entro due mesi a maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, 376 voti, una richiesta di revisione indirizzata a Bruxelles. Il Parlamento si era espresso in ottobre per una messa al bando dell'erbicida entro il 2022, invece di un semplice rinnovo della licenza, come deciso oggi dalla Commissione, forte del parere favorevole degli Stati membri, raccolto però solo dopo diverse votazioni andate nulle.

La risposta di Bruxelles alla petizione Stop Glifosato

Nella comunicazione di risposta ai cittadini mobilitatisi contro il glifosato, la Commissione fornisce una spiegazione dettagliata delle norme Ue sui pesticidi e annuncia una proposta legislativa per migliorare l'accesso pubblico ai dati grezzi degli studi scientifici presentati dall'industria. Nel documento si riafferma il principio che l'onere finanziario della prova sulla sicurezza dei prodotti spetta a chi fa domanda per commercializzarli in Europa, in questo caso l'industria dei pesticidi. Tuttavia, la Commissione si è impegnata a esaminare nei prossimi mesi la possibilità di prevedere il finanziamento di studi 'ad hoc' da parte delle agenzie europee in caso di seri dubbi sulle sostanze ampiamente utilizzate. In tali casi, potrebbe essere previsto anche un coinvolgimento delle autorità nazionali pubbliche e un auditing rafforzato degli stessi studi.

Più fondi per l'Agenzia di Parma

Per aumentare l'indipendenza dell'EFSA, l'Agenzia per la sicurezza alimentare di Parma che ha un ruolo cruciale nei procedimenti di autorizzazione, Bruxelles, parole del Commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis, intende "rafforzare il finanziamento dell'Agenzia e rafforzare l'audit nei laboratori in cui sono condotti studi". "Se necessario - ha affermato Andriukaitis - dobbiamo dare la possibilità all'Efsa di condurre studi in casi specifici, ma oggi l'Efsa ha un budget molto limitato di soli 80 milioni di euro l'anno rispetto per esempio ai 5 miliardi di dollari della Food and Drug Administration americana". Prima di proporre modifiche concrete alla legislazione, ha precisato il commissario, "la Commissione aprirà una consultazione pubblica per discutere le migliori opzioni possibili".

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