Bce: in caso di crisi bancaria bloccare i conti per 5 giorni. Insorgono i grillini

Proposta di Francoforte per congelare anche i depositi sotto i 100 mila euro contenuta nella revisione della direttiva Ue sulla ristrutturazione bancaria. Inaccettabile per il M5S.

Protesta di fronte alla sede della BCE. © European Union 2012 EP.

Conti correnti bloccati per 5 giorni in caso di crisi bancaria? L'ipotesi potrebbe diventare norma nella revisione della BRRD, la direttiva Ue sulla ristrutturazione e risoluzione bancaria. La Banca Centrale Europea ha infatti, sollecitata da Commissione e Consiglio, espresso l'8 novembre scorso un suo parere in cui chiede proprio una modifica della BRRD per inserire una norma che permetta il blocco del pagamento di determinate obbligazioni e di certe passività bancarie su decisione delle autorità competenti, sentita l’autorità di risoluzione. Tra le passività rientrano anche i depositi protetti dalle norme comunitarie, ossia i conti fino a 100.000 euro tutelati dal fondo di garanzia dei depositi.

In sostanza si scrive che, prima che una banca venga dichiarata “failing or likely to fail”, che venga quindi attivata la procedura per la risoluzione della crisi, le autorità competenti possono decidere di sospendere il ritiro dei depositi. La sospensione, da attivare solo in casi eccezionali, per non più di 5 giorni, e consentendo la possibilità di piccoli prelievi giornalieri, intacca comunque il principio della tutela dei piccoli risparmiatori, diventato legge nella Ue, tanto da metterli al riparo dai programmi di ristrutturazione degli istituti in crisi.

Proposta inaccettabile, la reazione 5 Stelle al Parlamento Ue

"È davvero inaccettabile", la reazione, affidata ad una nota, dell'eurodeputato grillino Marco Valli, "non solo viviamo in una costante situazione di paura generata dall’insufficienza della normativa europea che non prevede un sistema credibile a garanzia dei depositi e espropria i risparmi dei cittadini. Oggi - continua Valli - i cittadini potrebbero rischiare anche di non poter prelevare soldi dai propri conti correnti, solo per dare modo alla BCE di prendere tempo per trovare una soluzione e decidere se attivare il bail-in o optare ad esempio per la liquidazione coatta".

Con questa proposta targata BCE, insiste l'esponente pentastellato, "devono metterci una pezza i cittadini" mentre "naturalmente chi possiede i veri capitali finanziari sarà sempre in tempo a spostarli prima che tutto crolli, come hanno testimoniato le crisi bancarie italiane. È la dimostrazione che la tanto sbandierata unione bancaria non funziona e andrebbe rivista radicalmente perché crea più problemi di quanti ne risolve. Specialmente per i risparmiatori e i contribuenti, entrambi non tutelati a dovere”.

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