Guerra delle auto fra Trump e l’Europa: gli Usa vogliono riportare le fabbriche a casa

America First: Washington punta a ottenere anche nei negoziati con l'Ue le condizioni vantaggiose ottenute con Canada e Messico

EPA/TATSIANA ZENKOVICH

Le tensioni commerciali innescate da Donald Trump a partire dai suoi primi giorni alla Casa Bianca hanno l’obiettivo dichiarato di rimettere in sesto la manifattura americana, compreso l’allettante settore dell’industria automobilistica. Per quanto criticate a livelli internazionale la strategia si è rivelata spesso vincente, i Paesi confinanti sono stati i primi a preferire sedersi al tavolo dei negoziati per trovare una soluzione ed evitare lo scontro, e hanno accettato una clausola che ora spaventa l’Europa. Messico e Canada hanno accettato che le loro auto, per poter essere vendute senza dazi negli Stati Uniti, debbano essere costruite al 75% da componenti Made in Usa.

I timori di Bruxelles

A Bruxelles si teme che Trump voglia replicare queste clausole anche nel corso degli accordi in discussione con l’Unione europea, portando via al Vecchio Continente la produzione di componenti automobilistiche di fascia alta, dalle pompe di iniezione ai sistemi elettrici.  Come riportato dal sito Politico.eu, vari esponenti delle lobby automobilistiche europee hanno espresso inquietudini legate alle mire espansionistiche della manifattura a stelle e strisce. Da ultima l’associazione dei produttori tedeschi si è detta preoccupata del nuovo sistema a punti per la distribuzione delle quote di auto importabili nel territorio americano. Questo stratagemma permetterebbe alle sole case automobilistiche con una maggiore produzione negli Usa di vendere ai consumatori americani. Un sistema di questo tipo potrebbe innescare una competizione tra aziende europee per trasferire parti strategiche della filiera manifatturiera nelle Stati americani, che un tempo regnavano incontrastati nel settore automobilistico, ma che ora devono fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita.

Fine della tregua?

La tregua commerciale siglata l’estate scorsa da Trump con il presidente della Commissione europea Juncker potrebbe non durare a lungo, con il miliardario vincitore contro tutti i pronostici delle elezioni del 2016 che rivendica il successo delle elezioni di medio termine nelle quali ha mantenuto il controllo del senato seppur perdendo quello del Congresso.

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Commenti (1)

  • Dominazione economica. Colonizzazione culturale. Contaminazione linguistica. Imperialismo di superpotenze, incluso l'Islam, che si contendono il mondo. Da miglia di anni. E noi ingoiamo tutto, e non solo in senso figurato, e facciamo il tifo per chi ci vuole sottomettere.

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