400 ore di straordinari, adesso Orban se la prende con i lavoratori: scontri in piazza

Il Paese in rivolta contro la nuova legge approvata dal Parlamento definita "schiavista" dai sindacati

ANSA/ZOLTAN BALOGH

La tensione è altissima in Ungheria dopo l'ultima, controversa, legge approvata dal Parlamento di Budapest e voluta dal governo di Viktor Orban. La maggioranza governativa ha approvato la modifica del Codice del lavoro, aumentando il tetto degli straordinari a 400 ore l'anno. Per i sindacati, questa non è altro che "una legge schiavistica". Lo straordinario rimane volontario, ma la maggior parte dei dipendenti in Ungheria difficilmente può rifiutare la richiesta del datore di lavoro, se non vuole rischiare il licenziamento con i sindacati che sono molto deboli. Ieri in migliaia sono scesi in piazza a Budapest e ci sono stati scontri violenti fino a tarda notte sulla piazza davanti al Parlamento.

I dimostranti hanno protestato contro la legge sugli straordinari ma anche contro le misure che minacciano la libertà accademica e hanno causato il trasferimento forzato da Budapest della Ceu, istituto fondato da George Soros. La polizia è intervenuta con ingenti forze, usando gas lacrimogeno e urticante al peperoncino. Secondo un primo bilancio ci sarebbero 30 feriti, fra cui anche due poliziotti. Gli scontri sono continuati fino a tarda notte: molti giovani hanno occupato due ponti sul Danubio, e sono ritornati più volte sulla piazza del Parlamento. La polizia ha fermato una decina di persone. I manifestanti hanno usato fumogeni.

Il corteo ha esibito cartelli con le scritte: "Non siamo schiavi!", "Paese libero, università libera!". La folla scandiva fra l'altro: "Orban vattene!". Il ministro dell'interno Sandor Pinter ha qualificato la manifestazione "un attacco duro" contro il governo, definendo i manifestanti "prezzolati di Soros". L'opposizione intende ricorrere alla Corte costituzionale per la legge controversa.

Il governo ungherese ha anche deciso di istituire nuovi tribunali amministrativi supervisionati direttamente dal ministro della Giustizia. I tribunali si occuperanno delle cause politicamente sensibili per gli affari del governo, che sono attualmente coperti dall'ordinamento giuridico generale. Il ministro della Giustizia sorveglierà i bilanci dei nuovi tribunali e avrà grandi poteri nella nomina dei giudici. “Pensavamo che il primo ministro Viktor Orbán avesse già superato tutte le possibili linee rosse e, purtroppo, ancora una volta ci siamo sbagliati. Entrambe le leggi adottate oggi dimostrano che Orbán sta continuando a rafforzare il suo dominio autocratico con tutti i mezzi possibili, e così facendo sta alienando sempre più persone”, ha dichiarato il capogruppo S&D al parlamento europeo, Udo Bullmann.

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