L'Ue multa l'Italia: 7,5 milioni per gli aiuti agli alberghi sardi

Alla somma forfettaria andranno aggiunti 80mila euro al giorno finché il nostro Paese non recupererà i finanziamenti che secondo i giudici europei sono stati concessi illegalmente al settore. La vicenda legata a una legge del 1998

Alberghi in Costa Smeralda in Sardegna

La vicenda risale al 2008, ma la sanzione è arrivata solo oggi. E nel momento forse peggiore per le casse pubbliche. La Corte di giustizia dell'Unione europea ha condannato l'Italia per gli aiuti concessi al settore alberghiero in Sardegna in violazione delle norme comunitarie sulla concorrenza. Il nostro Paese dovrà pagare subito una multa di 7,5 milioni di euro, a cui si aggiungeranno 80mila euro al giorno finché non verrà recuperato l'intero ammontare dei fondi illegalmente assegnati agli albergatori. 

Come dicevamo, la querelle tra Bruxelles e Roma è iniziata 12 anni fa, anche se la legge alla base degli aiuti alla Sardegna risale addirittura al 1998. Grazie a questa normativa, il settore alberghiero sardo ottenne una serie di finanziamenti dallo Stato italiano. Nel 2008, la Commissione stabilisce che una parte di questi aiuti, 13,7 milioni per la precisione, andavano recuperati dai beneficiari, ossia dagli imprenditori. Cosa che l'Italia ha fatto solo in parte, nonostante nel 2012 la stessa Corte Ue aveva già fatto pressioni sul nostro Paese stabilendo che non si era fatto abbastanza per mettersi in regola. 

Passano altri 6 anni, l'Italia accelera il recupero delle somme, ma sostiene che riottenere tutti i 13,7 milioni è impossibile, dato anche il tempo trascorso dall'erogazione dei contributi sotto accusa. La Commissione non ci sta e chiama ancora in causa la Corte. Da qui la sentenza di condanna. Pur riconoscendo "gli sforzi compiuti dall’Italia nel recupero degli aiuti in questione (nel 2019, l’89% dell’importo totale in conto capitale di tali aiuti sarebbe stato recuperato, vale a dire l’83% di tale importo in conto capitale maggiorato degli interessi), la Corte ritiene adeguato infliggere all’Italia sanzioni pecuniarie sotto forma di una penalità e di una somma forfettaria", si legge in una nota dei giudici di Lussemburgo. 

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Quello che colpisce della multa è che l'Italia si troverà a pagare 7,5 milioni di euro di multa quando la somma che non è riuscita a recuperare dagli albergatori sardi si aggira intorno ai 2 milioni. Inoltre, finché non recupererà queste risorse, dovrà pagare 80mila euro al giorno, cosa che inevitabilmente farà lievitare la sanzione. Per la Corte, l'entità della multa è giustificata dal fatto che il Pil dell'Italia, pur essendo "diminuito durante il 2008, il 2009, il 2012 e il 2013", adesso è "in aumento dal 2015". Certo, i giudici non potevano prevedere il coronavirus. Ma la sanzione e le motivazioni sanno di beffa. 

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