Uber Pop, la Corte Ue dà una mano ai tassisti: “Stati membri possono vietare servizio”

I giudici di Lussemburgo danno ragione al governo francese, che aveva fermato i taxi low cost in base alle leggi sui trasporti. La multinazionale americana aveva provato a opporsi chiedendo che fosse applicata la normativa sulla società d'informazione

Lo stop in Francia al servizio di taxi low cost di Uber rispetta le norme europee. Il servizio Uber Pop, infatti, ricade nella normativa sui trasporti e non in quella dei servizi della società dell'informazione, a differenza di quanto sostiene la multinazionale americana. Ecco perché gli Stati membri possono vietarlo senza dover richiedere una autorizzazione preventiva alla Commissione europea. E' quanto sostiene la sentenza di oggi della Corte Ue di giustizia, che ha di fatto dato ragione al governo francese (e ai tassisti professionisti) nel braccio di ferro con Uber.  

La legge francese

“Uber France – scrivono i giudici di Lussemburgo - è sottoposta a procedimento penale per aver organizzato, tramite il servizio UberPop, un sistema di messa in contatto di clienti con conducenti non professionisti che trasportano persone a titolo oneroso con veicoli aventi meno di dieci posti. Uber France sostiene che la legislazione francese sulla cui base essa viene perseguita in sede penale” va contro le norme europee sui servizi della società dell’informazione.

Il ricorso di Uber

In base a tali norme, gli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione Ue qualsiasi progetto di legge o di regolamentazione che detti regole tecniche relative ai prodotti e servizi della società dell’informazione, “a pena di successiva inopponibilità di tale legge o di tale regolamentazione ai singoli”. In questo caso, “le autorità francesi non avevano notificato alla Commissione la normativa penale in questione prima della sua promulgazione”. E cosi' Uber France aveva fatto ricorso al Tribunale di Lille e da qui il caso è giunto alla Corte Ue. 

La sentenza

Un ricorso andato a vuoto visto che con la sentenza di oggi, la Corte ha sancito che “gli Stati membri possono vietare e reprimere l’esercizio illegale di un’attività di trasporto come quella esercitata tramite Uber Pop senza dover previamente notificare alla Commissione il progetto di legge che stabilisce il divieto e le sanzioni penali per tale esercizio”.

In sostanza, Uber Pop è un servizio di trasporto e non un'applicazione online. Del resto, tale aspetto era stato chiarito già nel dicembre scorso dalla stessa Corte in merito alla controversia tra il governo spagnolo e Uber Spagna. 

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