"M5s e Lega traditori, da governo ok ad accordo Ue-Usa", la rivolta dei comitati anti-Ttip

“Tradite tutte le promesse”, il fronte dei contrari ai negoziati sul trattato di libero scambio transatlantico attaccano le due anime dell'esecutivo, che in campagna elettorale avevano assicurato il no a qualsiasi patto liberista. Le pentastellata Beghin: “Trattative neanche iniziate, ma avrei preferito non avviarle”

Il meme del comitato Stop Ttip Italia

Il via libera dei Governi europei, Italia compresa, ai negoziati per un nuovo accordo sugli scambi commerciali tra l’Ue e gli Usa ha scatenato le proteste del fronte variegato che si oppone a qualsiasi patto commerciale di stampo liberista. Un fronte che in Italia aveva trovato sponda nel M5s e nella Lega. E che adesso accusa pentastellati e Carroccio di tradimento.

Il comitato No-Ttip, attivo dal 2014 per bloccare il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip in inglese), punta il dito contro il Governo Conte per aver dato l’ok alle trattative per “un accordo pericoloso per i nostri diritti e l’ambiente”. L’urgenza di avviare i negoziati per un nuovo trattato di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico ha infatti convinto tutti i Governi Ue, ad eccezione di Francia e Belgio, a dare mandato alla Commissione di trattare con Donald Trump. Un’urgenza determinata dai dazi sui prodotti europei minacciati da Washington. Ma andiamo con ordine. 

Il Ttip 2.0

Lo stallo sul Ttip non è mai andato giù agli americani, che minacciano da tempo una guerra commerciale con Bruxelles. La goccia che ha fatto traboccare il vaso delle tensioni fra Trump e Juncker è stato lo scontro sulla vicenda Airbus-Boeing. Le accuse reciproche di sovvenzioni ai costruttori di aerei ha già portato all’imposizione di dazi su una serie di prodotti

Per evitare l’escalation commerciale, i ministri Ue hanno assegnato il compito alla Commissione europea di sedersi al tavolo delle trattative per concludere un nuovo accordo. Unico contrario è stato il governo del presidente francese Emmanuel Macron, che non intende negoziare con l’America di Trump, adducendo tra le motivazioni il fatto che il nuovo corso della Casa Bianca non rispetta l’accordo sul clima concluso a Parigi. Il Belgio, invece, si è limitato all’astensione. 

La pistola alla tempia

“L’Europa si trova così a negoziare con la pistola alla tempia - scrive il comitato No Ttip - cioè sotto il ricatto dei dazi”. Seppure il mandato negoziale non riguardi i prodotti agricoli, gli attivisti accusano gli Stati Uniti di voler far cassa in Europa proprio nel settore più delicato. “Non hanno mai nascosto di voler mettere sul tavolo delle trattative settori come la chimica e l’agricoltura - si legge nel comunicato - le imprese multinazionali e i loro rappresentanti al Congresso, infatti, chiedono da sempre regole meno stringenti e più economiche per penetrare nel mercato europeo all’insaputa dei consumatori e dei cittadini”. 

I No-Ttip accusano perciò il Governo di aver “tradito” le promesse fatte in campagna elettorale. “Gli improvvisati ‘sovranisti’ di casa nostra - attacca il comitato - si erano impegnati a seppellire per sempre tutti i trattati tossici”, riferendosi al Ttip. “Una posizione che sostenevamo prima di loro e per la quale continueremo a lottare - concludono - con la stessa forza di prima e anche più convinti”.

La risposta dei 5 stelle

Non si è fatta attendere la risposta dell’europarlamentare del Movimento 5 stelle Tiziana Beghin, con un post dal titolo eloquente: “Non è vero che il Governo ha approvato un nuovo Ttip”. La Beghin rassicura che non solo “il negoziato non è nemmeno iniziato”, ma sostiene anche che “l’accordo si applica solo ed esclusivamente ai beni industriali, alla pesca e ai controlli di conformità”. Non vi sarebbe perciò alcuna possibilità “che un prodotto agricolo americano sia agevolato da questo accordo”.

“Se vi posso dire la verità - ammette l’europarlamentare - avrei preferito non avviare i negoziati finché gli americani non avessero rimosso i dazi su acciaio e alluminio”. Chissà se le rassicurazioni del Movimento serviranno a placare l’ira del comitato che si sente tradito dai politici che quando stavano all’opposizione si schierarono dalla loro parte.

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Il caso Ceta

Certo, quanto sta accadendo con il Ceta, l'accordo di libero scambio tra Ue e Canada, rischia di portare a nuove accuse nei confronti del duo di governo: di recente, infatti, il ministro leghista dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, ha aperto alla possibilità che l'Italia ratifichi l'intesa commerciale. Durante le elezioni e nelle prime settimane di governo, lo stesso Centinaio aveva assicurato che il Ceta non sarebbe mai stato applicato in Italia. Attirandosi gli applausi dei 5 stelle. Ma a quanto pare, "l'accordo sembra funzionare bene per le imprese", ha detto il ministro. 

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