L'Ue dice no a Merkel e Macron: il "gigante europeo dei treni" può attendere

La commissaria Ue Vestager vorrebbe bloccare la fusione che mette a rischio la concorrenza tra operatori. Un freno alle pretese di Berlino e Parigi

Le regole sulla libera concorrenza contro rischi di monopolio potrebbero dirottare su un binario morto l’annunciato matrimonio tra la tedesca Siemens e la francese Alstom, casa madre dei famosi treni TGV e Eurostar. Indiscrezioni giornalistiche circolate negli ultimi giorni anticipano in senso negativo il verdetto che la Commissione Ue pubblicherà all’inizio del 2019 sul procedimento aperto durante la scorsa estate . La conclusione preliminare definirebbe “incompatibile” con le regole della concorrenza la fusione tra i due principali operatori di trasporto ferroviario delle prime due economie dell’eurozona. 

Se confermata, la decisione deluderebbe non solo le due aziende, che speravano di competere ad armi pari con il colosso cinese Crrc, ma anche la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron, i quali speravano di replicare su strada ferrata l’operazione che vide nascere Airbus, il gigante degli aeromobili. L’avvento di una compagnia “Railbus” sarebbe utile in ottica globale, secondo chi sostiene il progetto di fusione, per contrastare lo strapotere del primo vettore ferroviario cinese, come dimostrato dalla sproporzione sui ricavi tra le aziende leader nel settore.

Le mire espansionistiche e competitive delle aziende europee non avrebbero però fatto breccia nel cuore europeista della commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager. Il giornale Politico rivela infatti che la liberale danese non avrebbe intenzione di dare il semaforo verde alle nozze franco-tedesche per via dei rischi di monopolio sull’alta velocità europea, sul trasporto regionale e metropolitano. In sintesi, la creazione del colosso Alstom-Siemens metterebbe passeggeri e aziende di trasporto merci con le spalle al muro, costretti a dover accettare servizi e prezzi di operatori uniti sotto la stessa compagnia. 

Alstom e Siemens esternano ottimismo dicendosi “fiduciosi sull’accordo” e chiarendo che le rispettive società sono “impegnate a lavorare in modo costruttivo con la Commissione per ottenere l’approvazione”, che si aspettano per inizio 2019. 

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