Tav, fallisce il blitz M5s a Strasburgo: la Lega dice sì ai fondi Ue per completare l'opera

Gli eurodeputati 5 stelle hanno provato a far escludere la Torino-Lione dai finanziamenti del nuovo programma Ten-T. Con loro solo la sinistra. Anche il Carroccio volta le spalle

In attesa che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli pubblichi la tanto attesa analisi costi-benefici, il Movimento 5 stelle ha provato a mettere i bastoni tra le ruote (o sarebbe meglio dire tra i binari) della linea Tav Torino-Lione chiedendo al Parlamento europeo di escludere l'opera dai nuovi finanziamenti della reti transeuropee Ten-T, un'eslcusione che avrebbe comportato non pochi problemi alla conclusione dei lavori. Ma il blitz non è andato a segno: la netta maggioranza dell'Eurocamera ha detto no all'emendamento M5s. E tra questi, anche i colleghi di governo della Lega, nonostante il loro voto fosse superfluo ai fini del risultato.

Evidentemente il Carroccio ha voluto lanciare un segnale ai 5 stelle: la Tav non si tocca. "Prima di proporre quale opere finanziarie - dicono alla Stampa i deputati M5s Rosa D'Amato e Dario Tamburrano - l'Europa dovrebbe aspettare l'analisi-costi benefici come sta facendo il governo italiano. Qualsiasi iniziativa presa prima è sterile, perché a decidere sarà Roma. Per noi le autostrade del futuro da finanziare sono quelle digitali".

Se la Lega ha voltato le spalle, i 5 stelle hanno incassato il sostegno delle eurodeputate dell'area della sinistra europea, Barbara Spinelli ed Eleonora Forenza del Gue e Elly Schlein di Possibile. Contro, invece, l'intera delegazione del Pd e quella di FI, scrive sempre la Stampa. 

Per chi è a favore dell'opera, il vantaggio di restare nel programma CEF di cui fanno parte le reti Ten-T, è di accedere ai finanziamenti per il periodo 2021-2027 con un tasso di cofinanziamento di Bruxelles che dovrebbe arrivare al 50% (contro il 40% precedente). 

La Tav, dunque, resta per ora in questa lista di infrastrutture prioritarie per l'Ue. Ma l'attesa per l'analisi costi-benefici di Toninelli e, dunque, la successiva decisione del governo sul completamento dell'opera, sta facendo spazientire Bruxelles. Che ha già minacciato non solo di dirottare le restanti risorse stanziate verso altri progetti, ma anche di chiedere la restituzioni dei fondi già erogati.   

 

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